{"title":"Edizioni","description":null,"products":[{"product_id":"entertainement","title":"ENTERTAINMENT!","description":"\u003cp\u003eLa società contemporanea è insieme il luogo del divertimento perpetuo e quello della rivolta culturale obbligatoria, dove gli individui — proiezioni del potere — sembrano acquisire spessore solo nell’infinita chiacchiera dell’opposizione al dominio. Questo potrebbe sembrare uno dei tanti paradossi di cui si nutre la modernità ma, come mostra Francesco Masci in questo saggio denso, divertimento e rivolta coincidono. \u003ci\u003eL’entertainment! \u003c\/i\u003e(non si dimentichi l’ingiunzione del punto esclamativo) rappresenta l’ultimo stadio della rivolta, mentre la rivolta culturale costituisce l’espressione più compiuta dell’\u003ci\u003eentertainment\u003c\/i\u003e. L’emancipazione costantemente promessa dagli eventi, malgrado il fallimento di ogni tentativo culturale di sovvertire l’ordine, si rivela un modo per garantire un equilibrio dinamico a una società abbandonata alla contingenza assoluta. Agli individui, ovvero alle “soggettività fittizie”, forme di vita postume generate dalla momentanea concrezione di un flusso immaginario che procede in maniera autonoma, non resta che godere di una libertà tanto vasta quanto vana in un mondo altrimenti totalitariamente gestito dalla tecnica.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eTraduzione di Giulia Prada.\u003c\/p\u003e","brand":"Francesco Masci","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":60093246210334,"sku":"ENTERTAINEMENT","price":11.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/1095\/7835\/4974\/files\/MASCI_MOCK.png?v=1790768020"},{"product_id":"zobel","title":"Zobel","description":"\u003cp\u003e1961. Torre Bert, collina di Torino: i fratelli Judica Cordiglia, due giovanissimi radioamatori, dotati di apparecchiatura rudimentale e di una curiosità sconfinata, intercettano casualmente una radiofrequenza proveniente dallo spazio. Voci intrappolate in un purgatorio stellare, che si confessano, sospese nell’eternità. Tra queste, una in particolare spicca in mezzo alle altre. Narra del passato, di ambizioni di potere, di trame e segreti nella Germania di Hitler, ma anche del futuro: di quando, ventiquattro anni dopo, un uomo giungerà a Torino per uccidere un misterioso personaggio.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e1985. Tancredi è un sicario, un professionista affidabile. Non adopera armi, usa le mani. Il solito committente questa volta gli assegna un compito singolare: dalla sua tana svizzera deve recarsi in trasferta a Torino, per scovare e uccidere un uomo che porta il nome di Zobel. La missione deve essere finalizzata in ventiquattro ore, il giorno di ferragosto.\u003cstrong\u003e In questo noir metafisico, con un montaggio alternato tra passato e futuro, Federico Mosso ci scorta tra le vie assolate e torride di una Torino surreale e surrealista, come in un quadro di de Chirico, una città che è un labirinto di personaggi\u003c\/strong\u003e. Malavitosi, fantasmi sovietici, uomini-miraggio come Gustavo Rol e poi vecchi nazisti rinati sotto falso nome. Una caccia all’uomo anacronistica, fatta di illusioni ottiche e inganni, dove la strada della redenzione è lastricata di sangue, così come il bene è sempre imparentato al male.\u003c\/p\u003e","brand":"Federico Mosso","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":60093246243102,"sku":"GOG – Zobel","price":17.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/1095\/7835\/4974\/files\/ZOBEL.png?v=1790768021"},{"product_id":"addio-pasolini","title":"Pasolini addio","description":"\u003cp\u003eIn vita uno degli intellettuali più fotografati del Novecento, tra i più discussi dopo la morte, oggi tra i più commemorati, \u003cstrong\u003ePasolini\u003c\/strong\u003e ha attraversato generazioni e linguaggi, diventando di volta in volta simbolo dell’intellettuale eretico, del profeta inascoltato che ha saputo riconoscere per primo il «fascismo» della società dei consumi, e, finalmente, del poeta capace di incarnare la coscienza critica del Paese.\u003cstrong\u003e La sua immagine si adatta a continue evocazioni, riattualizzazioni, deformazioni\u003c\/strong\u003e – un’icona strattonata a destra e a sinistra, nella cultura alta e insieme nell’immaginario più pop che autenticamente popolare. Il culto di PPP mescola devozione, nostalgia, appropriazione simbolica ma soprattutto un grande fraintendimento, specie presso un pubblico e un’intellighenzia progressisti che non sembrano riuscire a fare i conti con il portato profondamente regressivo, per non dire reazionario, dell’opera di un intellettuale anti-abortista, contrario al divorzio e all’istruzione popolare, e che ha finito per simpatizzare con la «destra divina».\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eE allo stesso tempo di quella destra che ne fa una caricatura pretesca, predicatoria, senza tenere in considerazione tutte le contraddizioni dell’uomo e dell’intellettuale. \u003cstrong\u003eEcco che sono proprio le contraddizioni quelle passate al setaccio da Alfio Squillaci, in questo saggio corrosivo, che scioglie la patina dorata dell’idolo Pasolini, il feticcio Pasolini\u003c\/strong\u003e, la cui opera e poetica sembrano spesso essere dettate, più che da una comprensione intellettuale della realtà, da passioni e perversioni, da una sessualità così ingombrante da diventare motore e scusante di teorie involutive.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIn quest’ambito, i deprecati consumi, che per il Nostro contribuirono a rendere l’Italia un «Paese orribilmente sporco», in realtà male interpretati, gli impedirono di scorgere il loro carattere liberatorio e di sistemazione dell’esperienza individuale, fossero essi necessari come anche superflui – dalle nuove abitazioni dotate di servizi igienici non condivisi, alla stessa Alfa Romeo 2000 GT, l’auto su cui il Poeta sfrecciava tra i sobborghi romani, ai consumi culturali, per arrivare fi no a quei dischi in vinile che rallegrarono i più giovani – tutti beni che segnarono l’esplosione irripetibile di vitalità dell’Italia del Boom, disprezzata dal Corsaro e dal Luterano, che così non colse il carattere di un’epoca indimenticabile in cui il futuro ebbe per l’ultima volta ancora un avvenire.\u003c\/p\u003e","brand":"Alfio Squillaci","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":60093246275870,"sku":"GOG – Pasolini addio","price":16.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/1095\/7835\/4974\/files\/PPP.png?v=1790768023"},{"product_id":"non-ho-mai-imparato","title":"Non ho mai imparato","description":"\u003cp\u003eQuello di Hube è un racconto fotografico ambientato in una Roma trasfigurata, anti-metafisica, lontana sia dal centro gentrificato dai turisti che dalle periferie idealizzate, ma che si muove in una periferia più antropologica che geografica, quella di chi non ha mai imparato le regole del gioco, di chi non ha trasformato il ribellismo giovanile in posto fisso, di chi non ha ceduto ai ricatti del tempo, e non ha fatto delle sua arte uno svago per la borghesia annoiata o un’altra forma di moralismo. Icona nel mondo del bombing, Hube è diventato un frammento di linguaggio urbano, alla pari di “Forza Roma” o “Dio c’è”, segno anonimo e identitario insieme, ripetuto selvaggiamente, ossessivamente, fino a invadere tutto il paesaggio – cavalcavia, tangenziali, palazzi, pensiline, tram, autobus, biciclette e cassonetti. Non ho mai imparato è il manifesto visivo di questa storia di strada ventennale, con i suoi protagonisti impossibili, ultimi residui di quegli anni, i Novanta, dove scrivere il proprio nome sul muro era ancora un atto politico, di riappropriazione dello spazio metropolitano, di riconoscimento, e che oggi rinnova la sua sfida a chi, invece, ha deciso di imparare. Ma imparare a stare al mondo, se il mondo è ancora un posto orribile, non è la peggiore delle condanne?\u003c\/p\u003e","brand":"Hube","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":60093246308638,"sku":"NHMI_SCRITTA_NERA","price":49.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/1095\/7835\/4974\/files\/cope_3.webp?v=1790768024"},{"product_id":"non-credo-in-niente","title":"Non credo in niente","description":"\u003cp\u003e\u003cb\u003e \u003c\/b\u003e\u003cb\u003e\u003ci\u003eNon credo in niente \u003c\/i\u003eè un viaggio allucinogeno dentro la disforia di classe di una generazione di giovani addestrati a fantasticare una vita sopra le proprie possibilità, dimentica che al mondo non sono democraticamente ed equamente redistribuite non solo le risorse economiche, ma anche l’intelligenza, la bellezza e il talento. Chi vincerà questa sfida? L’immaginazione o la realtà? Saremo promossi o declassati?\u003c\/b\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa sceneggiatura del film “NON CREDO IN NIENTE”\u003c\/p\u003e","brand":"Alessandro Marzullo","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":60093246341406,"sku":"MARZULLO_NON_CREDO_IN_NIENTE","price":15.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/1095\/7835\/4974\/files\/MOCKUPGOG_MARZULLO.png?v=1790768027"},{"product_id":"andy-warhol-era-un-coatto","title":"Andy Warhol era un coatto","description":"\u003cp\u003eDa sempre attratto dalle “cose minori” e insieme da tutto ciò che è troppo recente per essere davvero compreso, \u003cstrong\u003eLabranca è stato uno dei primi intellettuali a interrogarsi sul concetto di “trash”\u003c\/strong\u003e, che in questo breve saggio-apripista, saccheggiato da molti senza citarne mai la fonte, viene sintetizzato nell’equazione: “Intenzione — risultato ottenuto = trash”. Per Labranca è trash l’emulazione fallita di un modello alto: Bobby Solo che imita Elvis Presley. Ben diverso dal kitsch, invece, che scaturisce da una sorta di sindrome dell’impostore, e, nella ricerca esasperata di abolire ciò che ritiene volgare, ottiene lo scopo inverso: Remo Girone che afferma di leggere «solo libri Adelphi». Viene poi definito “Camp” il trash consapevole di se stesso, condannato a perdere la propria spontaneità: «Blob» è Camp. \u003cem\u003eAndy Warhol era un coatto\u003c\/em\u003e è un viaggio in questo universo umano, troppo umano, di aspirazioni mancate e sublimi fallimenti, di tradimenti ed eccessi di fedeltà, \u003cstrong\u003ealla ricerca del genio creativo che sottende al trash\u003c\/strong\u003e, attraverso acronimi, americanismi, equazioni, diagrammi di flusso, arrivando anche a rifarsi ai testi scolastici e tecnici.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eA Tommaso Labranca noi dobbiamo molto, come si deve a quegli intellettuali che ci insegnano la più difficile delle facoltà: \u003cstrong\u003equella di disimparare\u003c\/strong\u003e. Grazie a lui abbiamo disimparato platonismi e hegelismi, snobismi marcusiani e adorniani, abbiamo capito che la cultura di massa non è tutta spazzatura e che spesso imcialtroni si nascondono proprio nella cosiddetta cultura “alta”, dietro i paroloni, dove è più difficile riconoscerli. Dimenticare, alle volte, è l’unico modo per vedere le cose per quello che sono, genuinamente, senza filtri retorici, senza canoni imposti, senza i pregiudizi della critica di tendenza, scoprendo che l’estasi è nascosta dietro l’oggetto più anodino, nella canzonetta insospettabile, nel pecoreccio di qualche film di serie Z.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eDopo la pubblicazione di \u003cem\u003eLabrancoteque\u003c\/em\u003e, egozine in quattordici puntate interamente autoprodotta in pdf, che faceva circolare praticamente in modo clandestino, abbiamo deciso, per rendergli omaggio, di trafugare dal dimenticatoio del web anche questo saggio, \u003cstrong\u003etra i suoi scritti più celebri, sicuramente uno dei più riusciti,\u003c\/strong\u003e nella speranza che si possa conferirgli prima o poi quella dignità intellettuale che merita e che probabilmente non avrebbe voluto, o forse non avrebbe mai ammesso di volere.\u003c\/p\u003e","brand":"Tommaso Labranca","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":60093246406942,"sku":"GOG-Andy Warhol coatto","price":15.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/1095\/7835\/4974\/files\/LABRANCA_WARHOL.png?v=1790768028"},{"product_id":"ideario-di-un-figlio-di-puttana","title":"Ideario di un figlio di puttana","description":"\u003cp\u003eCosa ricorderemo di \u003cstrong\u003eEduard Limonov\u003c\/strong\u003e negli anni a venire? Di certo nulla di ciò che potremmo raccontare di lui sarà mai all’altezza della sua personale mitomania. \u003cstrong\u003eLimonov però è stato, in primo luogo, un grandissimo figlio di puttana\u003c\/strong\u003e. Insofferente a qualsiasi forma di autorità, ma anche alla ribellione a rischio zero degli intellettuali borghesi, \u003cstrong\u003eLimonov riusciva ad essere sempre altrove, a battersi per la posizione più scomoda e insostenibile di tutte, in un continuo e metodico autosabotaggio\u003c\/strong\u003e. Quando ai poeti russi s’intimava di tessere le lodi dell’URSS Limonov vomitava versi di insurrezione. Quando l’Occidente elogiava i dissidenti sovietici, lui era subito pronto a condannarli come abili promotori di se stessi e della propria casta. Rifugiatosi negli Usa, invece di frequentare i salotti spalancati per gli esotici contestatori del regime, Edichka batteva le strade gelide di Manhattan, scaldandosi con vodka da vasca da bagno e corpi negri, possenti e dimenticati. \u003cstrong\u003eSe il bel mondo occidentale s’inorgogliva per la Perestrojka di Gorbacëv, Limonov cantava la Russia orientale, mongola, arida di terra ma fertile di spirito.\u003c\/strong\u003e Se le potenze atlantiche inorridivano davanti agli orrori di Milosevic e delle fosse comuni, Limonov lasciava la bella vita parigina per seguire le Tigri di Arkan. Se il nuovo millennio si scrollava di dosso le ideologie superate del Novecento, per inaugurare l’epoca dell’eterna ripetizione del consumo, il nostro figlio di puttana fondava il Partito Nazional-Bolscevico, ibrida ed estremissima sintesi del meglio e del peggio del nazismo e dello stalinismo. \u003cstrong\u003eE mentre l’Occidente si faceva abbindolare dalle promesse di pace e integrazione di Valdimir Putin, Limonov, sempre all’erta, sempre contro, sacrificava la propria libertà per denunciarne la falsità, la piccolezza, l’ingordigia\u003c\/strong\u003e, mettendosi sullo stesso piano di figure come Anna Politkovskaya, e ridicolizzando al tempo stesso l’ingerenza straniera nel nazionalismo confuso di Alexej Naval’nyj. Da tutte queste esperienze, oltre alle decine di libri, ossessivamente autobiografici, nascevano anche centinaia di articoli, persi per gli archivi e le riviste d’opposizione russa. \u003cstrong\u003eGiannicola Saldutti ne ha qui raccolto e tradotto i più emblematici, i quali, accuratamente selezionati, vanno a comporre la mitologia di un pensiero e di una vita inclassificabili: l’ideario di un figlio di puttana.\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Eduard Limonov","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":60093246439710,"sku":"GOG_Ideario","price":16.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/1095\/7835\/4974\/files\/LIMONOV_COP_MOCK.png?v=1790768030"},{"product_id":"lideologia-vendicativa","title":"L’ideologia vendicativa","description":"\u003cp\u003eL’espressione \u003cstrong\u003e«woke»\u003c\/strong\u003e (dall’inglese «stare all’erta») si diffonde a partire dal secondo dopoguerra, nei movimenti per i diritti civili degli afroamericani. Si propaga poi nei Campus e nelle Università statunitensi, per salire all’onore delle cronache con le proteste del Black Lives Matter, in seguito all’omicidio di George Floyd, finché non diviene di uso comune con la Presidenza Biden e l’elezione della prima vicepresidente nera e donna della storia Usa. Alla wokeness fanno oggi riferimento sempre più associazioni e enti del terzo settore, sia negli Stati Uniti che in Europa, così come aziende e istituzioni che sostengono le cause dei gruppi etnici o sessuali ritenuti oppressi. Se per alcuni l’ideologia woke è una forma di apostolato civile, \u003cstrong\u003eper altri rappresenta una minaccia\u003c\/strong\u003e. Nasce però con nobili propositi, prevedendo\u003cstrong\u003e l’uso di un linguaggio più inclusivo, la tutela dei diritti delle minoranze, la decolonializzazione del passato e del sapere, il boicottaggio culturale, nonché la rivendicazione dei valori della queerness e la lotta radicale a qualsiasi forma di discriminazione\u003c\/strong\u003e. E tuttavia le sue modalità esecutive sono sempre più controverse. Dalle pratiche di “rieducazione” alla censura, da una logica e un buonsenso sacrificati a favore della soggettività e della sua autopercezione fino alla demonizzazione delle voci contrarie: il wokismo crea quello che Heinich chiama un “totalitarismo d’atmosfera”, promuovendo \u003cstrong\u003eun’ideologia identitaria focalizzata sulla vittimizzazione delle minoranze\u003c\/strong\u003e. L’obiettivo però non è modificare il pessimo assetto sociale (tanto che le stesse multinazionali fanno delle sofferenze di alcune categorie discriminate una strategia di marketing), ma \u003cstrong\u003evendicare l’abuso subito\u003c\/strong\u003e, reale o percepito che sia, riservandosi al contempo i vantaggi nella sfera pubblica, privata e professionale garantiti dallo status di vittima. Nathalie Heinich passa in rassegna meticolosamente tutte le storture di questa ideologia, che volendo lottare contro le stigmatizzazioni, si è trasformata in una «stigmatizzazione inversa: non l’eradicazione rivendicata del dominio, ma piuttosto, ahimè, il suo rovesciamento vendicativo».\u003c\/p\u003e","brand":"Nathalie Heinich","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":60093246472478,"sku":"L’id. vendicativa","price":15.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/1095\/7835\/4974\/files\/MOCKUPGOG-copia-2.png?v=1790768032"},{"product_id":"la-rivoluzione-della-vita-quotidiana","title":"La rivoluzione della vita quotidiana","description":"\u003cp\u003eQualsiasi potere può essere sovvertito: il potere esplicito dei regimi autoritari o militari, così come quello più subdolo della tecnocrazia planetaria, basato sull’ideologia del controllo e della profilazione, \u003cstrong\u003esulla mortificazione programmata della vita.\u003c\/strong\u003e Perché ogni forma di dominio, con la rigidità dei suoi ruoli e delle gerarchie sociali, si esercita sulla base della previsione di un elemento imprevedibile, quello della spontaneità dei soggetti. Come ci ricorda Raoul Vaneigem, con una delle tante massime evase dalla \u003cem\u003eRivoluzione della vita quotidiana\u003c\/em\u003e per finire impresse sui muri di Parigi durante il\u003cem\u003e lungo ’68\u003c\/em\u003e – periodo in cui fu il libro più rubato dalle librerie francesi (rubalo anche tu!) – non esiste forza più inarrestabile \u003cstrong\u003e«della creatività con il mitra in spalla»\u003c\/strong\u003e. La rivoluzione non è un’epifania, non è un tempo sospeso, straordinario, una parentesi tra la noia e il dolore, ma respira da ovunque, è pronta a esplodere in qualsiasi gesto soppresso della vita quotidiana, in ognuno dei suoi rituali alienanti. Basta avere gli strumenti per riconoscere il proprio sfruttamento, precisamente ciò che Vaneigem e i situazionisti in generale si impegnarono a fornire a quei giovani lettori \u003cstrong\u003e(il titolo originale di questo libro, ben più didascalico, si traduce con \u003cem\u003eTrattato del saper vivere ad uso delle giovani generazioni\u003c\/em\u003e)\u003c\/strong\u003e la cui irrequietezza artistica, politica e sociale provocò un decennio di rivolte che fu spazzato via solo dalla controrivoluzione della società dei consumi. Lo stesso non vale per i testi che ci hanno lasciato in eredità, oggi più attuali di ieri, oggi più urgenti di ieri, tra tutti quelli di Vaneigem,\u003cstrong\u003e uno dei più brillanti teorici di una guerriglia poetica\u003c\/strong\u003e, una ribellione immaginaria, e proprio per questo, in una realtà priva di poesia e di immaginazione, l’unica davvero necessaria.\u003c\/p\u003e","brand":"Raoul Vaneigem","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":60093246538014,"sku":"Rivoluzione vita quotidiana","price":16.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/1095\/7835\/4974\/files\/VANEIGEM.png?v=1790768034"},{"product_id":"viola","title":"Viola","description":"\u003cp\u003eViola non esiste. O forse sì. Ma che sia una persona in carne ed ossa o solo un chatbot a Osvaldo non importa – gli piace essere svilito, denigrato e allo stesso tempo compatito da lei: bellissima, sofisticata, lavora nel campo della moda a Milano eppure coltiva oscuramente il suo \u003cem\u003eguilty pleasure\u003c\/em\u003e dando spago a Osvaldo, prototipo perfetto dell’incel, scrittore introverso, disoccupato, perditempo in una Palermo asfissiante, paralizzata e senza speranza. A intervallare questa chat sospesa sulle vite di entrambi ci sono i deliri e le paranoie di Osvaldo, che tenta invano di ultimare il suo romanzo ma finisce per abbandonarsi ad assurde dietrologie, a un complottismo dadaista, a interessarsi al satanismo e al transumanesimo, alla cultura New Age e al nazismo occulto, a rimestare nel dark web della coscienza occidentale, in tutte le idee scartate dalla società ma che ne rappresentano i più controversi desideri. Tra Milano e Palermo, la capitale del mobile e quella dell’immobilismo, tra Occidente e Oriente, tra il Nord del progresso e il Sud esoterico, al crocevia di questi due continenti si sviluppa questo romanzo come un manifesto contro la scrittura: un daspo al linguaggio – seconda prova narrativa di Vincenzo Profeta che, dopo La Palermo male, si spinge ancora più in là nella sua ricerca sperimentale e ossessiva di preservare Dio e l’amore dalla corruzione delle parole, che poi è la corruzione del mondo.\u003c\/p\u003e","brand":"Vincenzo Profeta","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":60093246570782,"sku":"VIOLA_GOG","price":15.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/1095\/7835\/4974\/files\/MOCKUPGOG-copia.png?v=1790768036"},{"product_id":"sconfessioni","title":"Sconfessioni","description":"\u003cp\u003e\u003cem\u003eSconfessioni\u003c\/em\u003e è qualcosa in più, qualcosa in meno di un diario: una deposizione lirica che ci mette di fronte alle \u003cstrong\u003evite di uomini e donne persi o spezzati, scomparsi, appartenenti più alla categoria dei vinti che a quella dei vincitori\u003c\/strong\u003e, eredi di un destino all’apparenza minore ma che pure hanno segnato la memoria del protagonista come isole sacre e assolate, icone sparse lungo il percorso di un’esistenza che non smettono di interrogare. \u003cstrong\u003eCome si fa a sopravvivere mentre il mondo si avvicenda intorno a noi? Mentre perdiamo i pezzi degli affetti, degli amori, mentre le idee cambiano casacca e outfit?\u003c\/strong\u003e Come si fa a rimanere se stessi quando la nostra immagine allo specchio muta di giorno in giorno? Quando la cresta nera che pettinavi a vent’anni in segno di protesta diventa l’apologia del conformismo? Quando i tuoi stivaletti dark finiscono per essere di moda? E quel locale osceno, nei sobborghi della città, in cui hai passato la giovinezza, è sempre più ben frequentato? E la donna che hai amato senza contratti sposa un altro uomo, mentre l’amico di sempre che sembrava immortale si toglie la vita? È proprio in questo gioco di specchi, che l’autore compone come un miniaturista, dove tutto è speculare e si afferma solo per essere rinnegato, che si riesce a intercettare il motivo profondo di ogni incontro, il senso dell’esistere di chi ad ogni passo non ha fatto altro che allontanarsi. Ora è costretto a riavvolgere il nastro per confidarsi con il bambino che è stato, \u003cstrong\u003el’immagine inclemente davanti alla quale ogni uomo non può che sconfessare tutto ciò che ha fatto di sé.\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Daniele Mattei","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":60093246603550,"sku":"SCONFESSIONI","price":14.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/1095\/7835\/4974\/files\/SCONFESSIONI_MOCK-copia.png?v=1790768037"},{"product_id":"scusa-i-mancati-giorni","title":"Scusa i mancati giorni","description":"\u003cp\u003eConfessionale, sfogatoio, strumento di redenzione o dannazione: il diario è un genere letterario antichissimo, dove le parole scorrono in bilico tra l’autenticità e la menzogna, di fronte a se stessi – prima che agli altri. Quello di Daniele Leandri è il diario di un sedicenne nato nel 1960, alle prese con i problemi della sua generazione: l’amore, i soldi, la droga, le maglie troppo strette di una famiglia come tante. Questi taccuini arrivarono nel 1987 tra le mani di Marina Jarre, al tempo editor di Einaudi, che si accorge del loro valore letterario. A consegnarglieli è la madre del ragazzo e gli operatori del centro di assistenza ai tossicodipendenti che Daniele frequentava solo da qualche giorno, poco prima di morire per abuso di alcool e farmaci a un pronto soccorso della provincia torinese. Grazie al lavoro filologico della Jarre, che seleziona e ordina le pagine più significative dei quaderni che Daniele aveva redatto scrupolosamente negli anni, salvo \u003ci\u003ei mancati giorni\u003c\/i\u003e, entriamo nell’intimità di un ragazzo che più leggiamo e più ci rendiamo conto di conoscere: canzoni di Guccini e De André fanno da colonna sonora a una vita di sogni e deviazioni, alla gioia e all’incertezza dei primi amori e all’euforia dei primi buchi, ai tentativi di “adultità” con l’apprendistato in tipografia prima, e tra gli “apache” di periferia dopo, alla noia della leva militare, ai corsi e ricorsi lontano e verso la droga. Con la sua scrittura disadorna, secca, che si aggrappa a tutti i fatti, anche i più irrilevanti della quotidianità, Daniele abolisce la distanza che separa la letteratura dalla vita, a dimostrazione che alle volte la verità si posa su righe scritte male, in fretta e furia, disinteressatamente, quando a dettarle non è un motivo esterno, ma un’urgenza solo interiore, quella di sentire la propria voce, di parlarsi in uno specchio, di mentirsi, se necessario, per non sentirsi soli. È la forza del diario, di questo diario, dove anche la menzogna partecipa della verità.\u003c\/p\u003e","brand":"Daniele Leandri","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":60093246636318,"sku":"SCUSA I MANCATI GIORNI","price":15.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/1095\/7835\/4974\/files\/LEANDRI.png?v=1790768039"},{"product_id":"un-ragazzo-allinferno","title":"Un ragazzo all’inferno","description":"\u003cp\u003e“Cavallo Pazzo”, alias Mario Appignani, ha vissuto l’infanzia e la prima giovinezza da cavia sociale per dodici sconfinati anni, peregrinando in un circuito dell’orrore, fra orfanotrofi lager e case di rieducazione, carceri minorili e manicomi disumani. Moderno Odisseo dal volto scavato e un corpo da antilope, sempre pronto alla fuga, Appignani racconta il suo viaggio all’inferno, documentando i meccanismi coercitivi di un apparato assistenziale corrotto e violento. Situazionista, provocatore per costituzione, in età adulta proverà a combattere con la scrittura e con le più rocambolesche e impensabili dimostrazioni pubbliche il sistema di rieducazione statale. In questo crudo memoir, dove la violenza si alterna alla delicatezza delle prime gioie sessuali, dove una vita commissariata dallo Stato si sospende grazie a rari momenti di evasione dovuti alle letture di Rimbaud, Balzac, Kafka e Flaubert, Proust, Moravia e Marinetti, Appignani si scompone, come carne da macello, offrendosi in pasto senza clemenza, e forse con qualche menzogna, allo sguardo del lettore, come nella vita si è sempre offerto instancabilmente a quello delle telecamere, ossessionato dalla visibilità, dalle sabbie mobili dei nascenti media che ha adulato e scandalizzato, fino a esserne inghiottito.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003ci\u003eIntroduzione di Filippo Ceccarelli\u003cbr\u003e\n\u003c\/i\u003e\u003ci\u003ePrefazione di Marco Pannella\u003c\/i\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Mario Appignani","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":60093246669086,"sku":"APPIGNANI","price":16.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/1095\/7835\/4974\/files\/APPIGNANI.png?v=1790768041"},{"product_id":"lettere-e-grida","title":"Lettere e grida","description":"\u003cp\u003eLettere, estratti, saggi, spezzoni di emissioni radiofoniche. Forse è qui, più che nelle opere compiute, che ci viene restituito il peggio di Antonin Artaud – deliri, paranoie, sconcezze. Ma il suo peggio rappresenta anche il meglio della sua produzione. In questi testi scritti con ferocia, tra una sbavatura e una bestemmia, vediamo insieme al radicalismo del suo pensiero anche tutte le incertezze, tutte le esitazioni di un artista che tenta di liberarsi dalle maglie del linguaggio, dalle frontiere della grammatica, quindi dal mondo, dalla nazione, dalla società, dall’identità, rovinando inevitabilmente verso la “follia”, il dispositivo biopolitico per eccellenza. A partire dalle lettere con Jacques Rivière e ai rappresentanti istituzionali – per legalizzare le droghe, per abolire i manicomi –, agli scambi con amici e nemici sulle questioni più alte e più basse dell’esistenza, fino a quelli, spesso minacciosi, con i medici e i direttori dei manicomi. Siamo di fronte alla caduta, o all’ascensione rovesciata, di un uomo: al suo personalissimo Golgota. Artaud, martire, nemico giurato di Dio, creatura ingenerata («io sono Antonin Artaud, mio figlio, mio padre, mia madre e me»), mai nata, che perciò non può morire. Solo qui, tra le grida di queste lettere, vediamo il surrealismo in una dimensione purissima, distillata: quella extra-letteraria, che sopravanza lo scritto, che eccede la lingua, che non si ferma all’esercizio di stile, all’«opera», all’ideologia, ma affonda, o meglio esplode, palpitante e febbrile, nella vita.\u003c\/p\u003e","brand":"Antonin Artaud","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":60093246701854,"sku":"ARTAUD","price":16.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/1095\/7835\/4974\/files\/ARTAUD.png?v=1790768043"},{"product_id":"citta-cyborg","title":"Città Cyborg","description":"\u003cp\u003eCavi, reti, server, flussi di dati, traffico di utenti. Le città stanno diventando metapiattaforme dove ogni interazione tra cittadini, ma anche ogni rapporto con le istituzioni, è mediato da macchine, da un enorme arsenale di tecnologie di riconoscimento, sorveglianza e ottimizzazione dell’efficienza. Come sarà la vita nelle Città Cyborg del futuro? Adam Greenfield, ricercatore e urbanista americano, studiando i progetti più invasivi di Smart City, ci racconta cosa si nasconde dietro l’apparente utopia delle città intelligenti, un nuovo modello architettonico, burocratico e urbanistico che vuole incorporare alla città le strutture e i servizi digitali messi a disposizione dai giganti dell’high tech, a partire da IBM, Cisco Systems, Microsoft. Con la complicità di molte amministrazioni comunali, ormai incapaci di gestire la complessità delle metropoli (dai dissesti infrastrutturali ai problemi demografici e sociali), le nostre città si arrendono per inerzia al sogno dei nuovi ingegneri-programmatori, alla retorica della connettività, trascurando le oscure conseguenze di questa ibridazione. Dall’installazione di sistemi di sorveglianza reticolari e di riconoscimento biometrico facciale, alla georeferenziazione dei consumi e la geolocalizzazione degli utenti: la Smart City è un dispositivo di potere, una nuova forma di autocrazia, calata dall’alto e basata sulla pianificazione integrale dell’esistenza cittadina, opacizzando il confine tra sicurezza e controllo, tra pubblico e privato, tra comodità e sottomissione.\u003c\/p\u003e","brand":"Adam Greenfield","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":60093246767390,"sku":"Città Cyborg","price":15.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/1095\/7835\/4974\/files\/CITTACYBORG.png?v=1790768044"},{"product_id":"regola-il-tuo-passo-su-quello-delle-tempeste","title":"Regola il tuo passo su quello delle tempeste","description":"\u003cp\u003eLa rivoluzione o è totale o non è. Come un lampo nel cielo deve irradiare di luce tutto ciò che la circonda per poi dissolversi nel nulla, passato il suo tempo. Prima che il gioco della lotta diventi procedura burocratica, il movimento apparato e il rivoluzionario un funzionario. È questo il monito lasciato da Mario Perniola, che ritroviamo nei suoi saggi più incendiari – smarriti dal tempo e qui pazientemente riuniti dal suo ultimo allievo, Enea Bianchi. Muovendosi con disinvoltura tra l’urbanistica e la teoria dei media, l’estetica e la politica, Perniola vuole infrangere la campana di vetro della noia e dell’apatia sotto cui prolificano la cultura borghese e le istituzioni-simbolo della sua controrivoluzione permanente: le accademie, i laboratori, i musei, ma anche gli stessi libri, sepolcri del conformismo, dove assistiamo alla parcellizzazione della cultura, alla frammentazione delle arti, al divieto alla vita. Compito del pensatore – indistinguibile dall’artista – è quello di padroneggiare l’arte del \u003ci\u003edétournement\u003c\/i\u003e: stravolgere le abitudini, dissacrare i valori dominanti, ricavare nuove pietre d’angolo dalle macerie delle architetture che abbatte. Soprattutto, introdurre l’idea della morte: quella che la cultura borghese, nel suo capriccio enciclopedico e nell’ossessione per l’immortalità dell’Opera a scapito della vita, vorrebbe in ogni modo rimuovere.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eQuesti saggi giovanili, finora introvabili, garantiranno a Perniola il plauso e la stima di Guy Debord, nonché l’ingresso a pieno titolo nel movimento situazionista.\u003c\/p\u003e","brand":"Mario Perniola","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":60093246800158,"sku":"Regola_Perniola","price":15.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/1095\/7835\/4974\/files\/PERNIOLA.png?v=1790768046"},{"product_id":"lideologia-californiana","title":"L’ideologia californiana","description":"\u003cp\u003eNel 1995, due teorici dei media dell’università di Westminster, Inghilterra, Richard Barbrook e Andy Cameron, pubblicano un breve saggio intitolato, sulla falsariga dell’\u003cem\u003eIdeologia tedesca\u003c\/em\u003e di Marx e Engels, \u003cem\u003eL’ideologia californiana\u003c\/em\u003e. Si tratta della prima mappatura dei riferimenti culturali di una nuova classe in rapidissima ascesa, quella degli imprenditori dell’hi-tech che avevano scelto la Bay Area di San Francisco come \u003cem\u003eheadquarter\u003c\/em\u003e. Dai garage delle villette a schiera dei sobborghi fino ai più grandi poli di innovazione tecnologica della Silicon Valley, negli ultimi trent’anni abbiamo assistito a una vera e propria rivoluzione digitale guidata da questi CEO illuminati. Ma dove si sono formati? Che libri e riviste hanno letto? Che film hanno visto? In che cosa credono? Barbrook e Cameron ci accompagnano nel retroterra culturale e filosofico di questa piccola ma sempre più influente aristocrazia dotcom, che ha deciso di abbandonare le tradizionali dicotomie politiche per elaborare una nuova visione del mondo, dove il libertarismo hippie, non senza contraddizioni, si combina con il liberalismo yuppie, dove il confine dell’utopia tecnologica si confonde con quello della distopia. Un viaggio a ritroso nell’ideologia oscura che ha tutta l’intenzione di sconvolgere per sempre il nostro futuro.\u003c\/p\u003e","brand":"Barbrook e Cameron","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":60093246832926,"sku":"ID_CALIFORNIA","price":12.0,"currency_code":"EUR","in_stock":false}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/1095\/7835\/4974\/files\/IDEOLOGIA_CALIFORNIANA.png?v=1790768048"},{"product_id":"elite-e-masse","title":"Élite e masse","description":"\u003cp\u003eLa teoria delle élite, di cui Mosca, Pareto, Michels e Gramsci sono stati i primi e principali esponenti, si fonda su un assunto preciso: ogni società, in ogni tempo, indipendentemente dalla forma di governo che ha adottato, è sempre organizzata verticalmente. All’apice una minoranza organizzata che detiene il potere, e alla base una maggioranza disorganizzata che accetta le modalità di questa supremazia in cambio di certezze concrete o simboliche. Se la \u003ci\u003econcezione materialistica \u003c\/i\u003edi Marx e Engels interpretava la dialettica storica alla luce di un susseguirsi di lotte di classe tra oppressi e oppressori, per gli élitisti la storia è un «cimitero di aristocrazie», teatro di conflitti tra le sole minoranze, in particolare tra l’élite di governo e una nuova élite antagonista, forte di propositi rivoluzionari e propensa all’innovazione, o mossa da un semplice senso di risentimento e di rivalsa nei confronti dei privilegi accumulati dall’oligarchia rivale, ma che ambisce a diventare la nuova classe dominante, servendosi del popolo. \u003cstrong\u003eChe rapporto sussiste tra élite e masse? Cosa determina l’ascesa di un’élite rispetto a un’altra? Su quali principi si basano i meccanismi di circolazione delle minoranze? Cosa le rende legittime nell’esercizio del potere?\u003c\/strong\u003e Questa breve antologia di testi, oltre a ricordarci gli irrisolti problemi della teoria democratica, ci fornisce delle coordinate essenziali per interpretare tutti i passaggi d’epoca del passato, e per orientarci in quelli del presente, mentre assistiamo alla \u003cstrong\u003ecrisi di legittimità delle democrazie occidentali\u003c\/strong\u003e, dove la complessità sociale ha moltiplicato i centri di potere, dando vita a una poliarchia di élite che svolgono funzioni sempre meno «dirigenti» e sempre più «dominanti», molto abili nello sfruttare lo spauracchio della crisi permanente per ostacolare l’insorgere di una nuova minoranza attiva, realmente rivoluzionaria, con nuove capacità e visioni, sulla scena politica. \u003cstrong\u003eÈ in questo interregno, suggerisce Gramsci, quando il vecchio non muore e il nuovo non nasce, che compaiono i mostri. Mostri mansueti, inoffensivi, spesso addomesticabili, ci verrebbe da dire, guardandoci intorno.\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"AA.VV.","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":60093246865694,"sku":"Elite","price":16.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/1095\/7835\/4974\/files\/ELITE.png?v=1790768050"},{"product_id":"scende-giu-per-toledo","title":"Scende giù per Toledo","description":"\u003cp\u003eIn una Napoli barocca e pulp, metafisica e puttana, si svolgono le vicende di Rosalinda Sprint – \u003ci\u003efemminiello \u003c\/i\u003epartenopeo di angelica impudicizia – eroicamente, ingenuamente a caccia d’amore nei bassifondi dell’animo umano. Insieme a lei, a esaudire le depravazioni cittadine, le sue compagne di strada e di vita, dagli improbabili e altisonanti soprannomi, sempre pronte a dispensare i loro peccaminosi consigli: Marlene Dietrich, Faccemmerda, Mariacallas, Rossicago, Maria Stuarda. È tra queste sagome umane, pittoresche epifanie dai contorni sbiaditi, tra le lenzuola ingiallite e le “architetture di escrementi che esaltano le basi dei rossi palazzi reali”, tra le grandi vie di Toledo e le strette di Montecalvario, che si svolge la favola sconcia di Rosalinda Sprint, tutta esuberanza, isterismo, caos e fame di vita, sangue e merda, pronta a soffrire qualsiasi umiliazione della carne e del cuore, fino a inseguire il suo amore impossibile sulle “bianche scogliere di Dover”, a Sud dell’Inghilterra, nel tentativo disperato di trovare una qualche redenzione. In questo romanzo di Patroni Griffi, dove a essere Sprint, oltre a Rosalinda, è soprattutto una scrittura nevrotica, ritmata da una punteggiatura che segue i battiti cardiaci convulsi della protagonista, i confini tra trasgressione e innocenza si impastano, forse anche grazie al dinamismo ancestrale di una città vocata a questo tipo di alchimie, non conoscendo la differenza tra santi e peccatori.\u003c\/p\u003e","brand":"Giuseppe Patroni Griffi","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":60093246898462,"sku":"Toledo","price":16.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/1095\/7835\/4974\/files\/TOLEDO_1.png?v=1790768051"},{"product_id":"notas","title":"Notas","description":"\u003cp\u003e«\u003cstrong\u003eLe \u003ci\u003eNotas \u003c\/i\u003ehanno un valore documentale incalcolabile\u003c\/strong\u003e: ci permettono di entrare nel \u003cstrong\u003elaboratorio\u003c\/strong\u003e di Gómez Dávila, di osservare i suoi \u003cstrong\u003emovimenti creativi\u003c\/strong\u003e sin dal loro inizio, di capirne lo spirito, intuirne la genialità e di \u003cstrong\u003egustarne lo stile già inconfondibile\u003c\/strong\u003e, costruito su dei \u003cstrong\u003efulminanti cortocircuiti linguistici e mentali\u003c\/strong\u003e. Le \u003ci\u003eNotas\u003c\/i\u003e, insomma, ci danno la chiave speculativa, poetica e a volte personale e biografica per\u003cstrong\u003e immedesimarci nella prospettiva gomezdaviliana\u003c\/strong\u003e». \u003cem\u003eDall’introduzione di \u003cstrong\u003eFranco Volpi\u003c\/strong\u003e\u003c\/em\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003ch5\u003eVersione italiana e note di Loris Pasinato\u003c\/h5\u003e","brand":"Nicolás Gómez Dávila","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":60093247488286,"sku":"GOG-Notas","price":25.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/1095\/7835\/4974\/files\/NOTAS.png?v=1790768057"},{"product_id":"instadrama","title":"Instadrama","description":"\u003cp\u003e\u003cem\u003eInstadrama\u003c\/em\u003e è il diario di un rapimento durato sette giorni. Quello messo in atto da un giovane scrittore di dubbio talento affetto da disturbi ossessivi compulsivi che, arrivato alla soglia dei trent’anni senza aver mai pubblicato un libro, costretto a lavori precari e sottopagati pur di mantenere la sua passione, si decide a commettere uno dei gesti più biechi che si possa immaginare: rapire un bambino. Non un bambino qualsiasi però, ma il figlio della coppia di influencer più seguiti d’Italia, idolatrata a livello planetario. Senza scopi etici, né politici, in maniera del tutto amatoriale e grottesca, questo scrittore delirante, la cui coscienza sembra essere stata violentata sia dalla letteratura che dalla televisione, da video consigliati su Youtube e carrellate di meme sui social, tiranneggiata da ansie e tic nervosi, spera di convertire i follower dei genitori nei suoi futuri lettori, convinto che la visibilità, più del talento, sia l’unico mezzo per arrivare al successo – in una società che ha fatto dell’attenzione degli utenti il suo nuovo Capitale. Un successo, però, che scoprirà essere raggiungibile solo a costo del proprio sprofondamento personale.\u003c\/p\u003e","brand":"C. Palis","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":60093247553822,"sku":"Instadrama","price":16.0,"currency_code":"EUR","in_stock":false}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/1095\/7835\/4974\/files\/instadrama.png?v=1790768058"},{"product_id":"manifesto-contro-leditoria","title":"Manifesto contro l’editoria","description":"\u003cp\u003eOggi diciamo addio al mondo dell’editoria, un mondo gestito da distributori avidi e indifferenti, alimentato da promotori ignoranti, smistato da librerie di catena ingorde, camuffato da mafiette culturali che si spartiscono le terze pagine dei giornali, da scrittori e giornalisti che si smarchettano a vicenda, da festival e fiere che nascondono dietro numeri gonfiati un evidente declino della qualità dell’offerta. Con questo manifesto, un’autopsia dell’editoria italiana – dove non facciamo sconti a nessuno, neanche a noi stessi – mandiamo tutti affanculo e ci dichiariamo casa editrice indipendente, autonoma e clandestina, ma sul serio, non come le indipendenti che si atteggiano tanto e poi lasciano il 68% del prezzo di copertina ad Amazon (che indipendenza è?). Noi usciamo, siamo fuori, facciamo samizdat non libri, pubblichiamo allucinazioni… Quanto potevamo durare sugli scaffali “novità” della Feltrinelli accanto ai libri di Panza e Mieli (che poi come fanno a essere nuovi se sono sempre gli stessi?) quando ci andava bene oppure su Amazon in pasto alle recensioni del primo stronzo che si sente Raboni? Quindi da oggi ci troverete solo sul nostro sito, ai nostri eventi, e in quelle librerie che vorranno avere un rapporto onesto e diretto con noi. Tutto il resto sta morendo e non lo sa.\u003c\/p\u003e","brand":"Gog Edizioni","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":60093247586590,"sku":"Manifesto Editoria","price":10.0,"currency_code":"EUR","in_stock":false}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/1095\/7835\/4974\/files\/Manife.png?v=1790768060"},{"product_id":"labrancoteque","title":"Labrancoteque","description":"\u003cp\u003eA sette anni dalla prematura scomparsa di Tommaso Labranca torna, per la prima volta in versione cartacea, la rivista Labrancoteque, un omaggio all’ingiustamente dimenticato scrittore e autore televisivo che per primo ha conferito una dignità intellettuale al concetto di “trash”, finendo per diventare uno dei suoi più strenui difensori e cultori. Ma Labranca è stato anche un acuto osservatore del carosello umano che ha popolato gli ultimi vent’anni, con tutti i suoi protagonisti: intellettuali fintamente engagé, esperti di marketing in vacca, situazionisti dello spettacolo, artisti concettuali, coatti e neoproletari, fino a scagliarsi contro quella mafietta editoriale, con i suoi ducetti, che non lo ha mai accolto nei suoi salotti, proprio perché lui, come diceva qualcuno, era solo un “esperto di cazzate”, ma era anche a suo modo schivo e scontroso, votato, per natura, all’isolazionismo. Labrancoteque, egozine autoprodotta artigianalmente da Tommaso Labranca nell’arco di un decennio, fu una sorta di diario\/confessione in pdf, circolato a suo tempo quasi clandestinamente, e che ora vede la luce in versione cartacea, dove attraverso aneddoti, interviste, ritagli di giornale, piccole note, riflessioni alte e basse, riusciamo a scoprire tutte le ossessioni di Labranca, tutto il suo percorso intellettuale, i suoi drammi esistenziali, i rancori covati ma anche i suoi grandi amori e le sue passioni.\u003c\/p\u003e","brand":"Tommaso Labranca","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":60093247619358,"sku":"Labrancoteque","price":28.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/1095\/7835\/4974\/files\/nuovomock.png?v=1790768062"},{"product_id":"guibert-amico-salvato-vita-aids-francia","title":"All’amico che non mi ha salvato la vita","description":"\u003cp\u003eQuando Hervé Guibert pubblica \u003cem\u003eAll’amico che non mi ha salvato la vita\u003c\/em\u003e, nel 1990, è ormai divorato dall’\u003cstrong\u003eAIDS\u003c\/strong\u003e, un male ancora mitologico, esotico, considerato alla stregua di una «roba che viene dall’Africa, malattia da stregoni, da ipnotizzatori». Il \u003cstrong\u003evirus\u003c\/strong\u003e ha messo il giovane scrittore di fronte a un bivio: scrivere il romanzo infinito e consegnare il suo dolore alla \u003cstrong\u003eletteratura francese\u003c\/strong\u003e, oppure ingerire due boccette di digitalina, abbandonandosi ad una morte “dolce” al costo di soli dieci franchi. Se l’amico \u003cstrong\u003eMichel Foucault\u003c\/strong\u003e, qui ritratto nell’alter ego Muzil, aveva scelto la via del silenzio, allontanandosi dai riflettori già qualche anno prima della morte, Hervé sceglie la via della testimonianza, che inevitabilmente è anche quella dello scandalo, e si cimenta nella stesura del suo romanzo infinito. Un diario intimo che spalanca le finestre sull’abisso della malattia, violando tutti i limiti del dicibile. Con uno stile iperrealista, confinante con la diagnosi, Guibert descrive il lento ma inarrestabile progredire dell’AIDS, \u003cstrong\u003eil disfarsi del suo volto angelico, dei suoi riccioli biondi e di quello sguardo magnetico che avevano incantato i salotti parigini\u003c\/strong\u003e, a cui segue il dissolversi di amori e amicizie, di promesse e di buone intenzioni degli amici più stretti. In questa solitudine Guibert scopre i tanti volti dell’AIDS, qualcosa di più di una semplice malattia, «uno stato di debolezza e di abbandono che apre la gabbia alla belva che risiede in noi». E allora ecco la rivelazione, il ritorno a una condizione primitiva, animalesca, l’estensione della lotta contro una malattia che assedia, ripiega, colonizza le battaglia. Infine la malattia nelle sue veste di esperienza profonda e singolare, poiché dando il tempo di morire, «dava alla morte il tempo di vivere, il tempo di scoprire il tempo e di scoprire infine la vita», \u003cstrong\u003ee quindi la malattia come occasione, l’ultima, per catturare un bagliore di verità nell’esistenza\u003c\/strong\u003e, come possibilità di eternarsi nella scrittura, esponendo il proprio cadavere sin dalle prime pagine.\u003c\/p\u003e","brand":"Hervé Guibert","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":60093247652126,"sku":"GUIBERT, all’amico","price":16.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/1095\/7835\/4974\/files\/nuovomock-1.png?v=1790768064"},{"product_id":"introduzione-alla-guerra-civile","title":"Introduzione alla Guerra Civile","description":"\u003cp\u003e\u003cem\u003eTiqqun\u003c\/em\u003e è stata una rivista italo-francese nata nel 1999 e dissoltasi nel settembre del 2001, dopo la pubblicazione di appena due numeri. \u003cstrong\u003eNon ne esistono autori, ovvero nessuno ha interesse a essere riconosciuto come tale\u003c\/strong\u003e, benché il gruppo da cui ha avuto origine è ormai noto al pubblico, e alla polizia francese, per varie dimostrazioni politiche e per dei tentativi di sabotaggio e insurrezione. Ad oggi Tiqqun, la cui eredità si è tramandata in parte nel \u003cem\u003e\u003cstrong\u003eComitato Invisibile\u003c\/strong\u003e\u003c\/em\u003e, può essere considerata una corrente filosofica e politica di matrice situazionista e comunista, che ha tratto ispirazione da pensatori come \u003cstrong\u003eDebord\u003c\/strong\u003e, \u003cstrong\u003eDeleuze\u003c\/strong\u003e, \u003cstrong\u003eBlanchot\u003c\/strong\u003e, \u003cstrong\u003eFoucault\u003c\/strong\u003e, \u003cstrong\u003eAgamben\u003c\/strong\u003e, e che a sua volta ha stimolato numerose pubblicazioni, divenendo un punto di riferimento nel dibattito politico – movimentista ed extraparlamentare anzitutto, ma anche accademico.\u003cbr\u003e\n\u003cem\u003eIntroduzione alla guerra civile\u003c\/em\u003e è il testo più spiccatamente filosofico della rivista, \u003cstrong\u003eun inno alla gioia della rivolta e alla passione per la disobbedienza\u003c\/strong\u003e, una critica serrata al dispositivo statale (all’”\u003cstrong\u003eImpero\u003c\/strong\u003e“, logistico e impersonale, che ha preso il posto dello Stato moderno) il cui scopo, a detta degli autori, è quello di neutralizzare il libero gioco delle forme-di-vita, mantenere l’intensità delle loro passioni al minimo, entro i limiti dell’irrilevanza politica. L’Impero, per mantenersi tale, deve reprimere tutto ciò che potrebbe esistere al suo aldilà, isolare i suoi membri, riducendoli da forme-di-vita a individui. La sua strategia: dispensare predicati sui quali appiattirli (italiano, donna, omosessuale, comunista). Ma è solo nell’intensità della lotta – \u003cstrong\u003enel rifiorire della guerra civile\u003c\/strong\u003e – che proliferano le amicizie e si palesano i nemici, che le forme-di-vita possono dispiegarsi liberamente e intensificare le loro relazioni. La guerra civile è il presupposto stesso su cui si basa il mondo nel quale viviamo, \u003cstrong\u003erifiutarsi di prenderne parte vorrebbe dire rinunciare a vivere\u003c\/strong\u003e.\u003cbr\u003e\nTesto ormai mitizzato negli ambienti della \u003cstrong\u003eultrasinistra anarchica francese\u003c\/strong\u003e, in Italia esce ufficialmente, suo malgrado e contro la volontà di chi l’ha scritto, dalla clandestinità.\u003c\/p\u003e\n\u003ch5\u003eQuesto libro è disponibile SOLO su questo sito. La rivista integrale è facilmente reperibile su internet.\u003c\/h5\u003e","brand":"Tiqqun","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":60093247684894,"sku":"Intro Guerra Civile","price":12.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/1095\/7835\/4974\/files\/TIQQUN.png?v=1790768066"},{"product_id":"textos","title":"Textos","description":"\u003cp\u003eI \u003cem\u003eTextos\u003c\/em\u003e sono la prima opera in prosa di Nicolás Gómez Dávila. Pubblicati nel 1959, seguono alle \u003cem\u003eNotas\u003c\/em\u003e e precedono gli \u003cem\u003eEscolios\u003c\/em\u003e. Si tratta di saggi brevi, in cui l’autore affronta più distesamente quei \u003cem\u003etopoi\u003c\/em\u003e filosofici che poi andranno a infoltire tutta la produzione successiva: \u003cstrong\u003ela natura umana, la libertà, la democrazia, la coscienza, la storia\u003c\/strong\u003e. Se il lettore che ha ormai acquisito una certa familiarità con l’opera gomezdaviliana crederà di trovare in questi scritti il famoso “\u003cstrong\u003etesto implicito\u003c\/strong\u003e” che soggiace alla stesura degli \u003cem\u003eEscolios\u003c\/em\u003e, o alcune chiarificazioni in merito ai passi e alle tesi più oscure del suo pensiero, non potrà che rimanerne deluso. La prosa di Gómez Dávila ha, malgrado se stessa, \u003cstrong\u003eun passo lirico\u003c\/strong\u003e, \u003cstrong\u003eun andamento irrimediabilmente poetico e quindi ermetico\u003c\/strong\u003e. Vive della luce riflessa sulle schegge di un paragrafo che rimane pur sempre un insieme di frammenti. Non è infatti nello stile del filosofo colombiano la volontà di spiegare, ma il \u003cstrong\u003etentativo di intersecare, anche solo per il tempo di un istante, una verità che fugge\u003c\/strong\u003e. Eppure, grazie ai \u003cem\u003eTextos\u003c\/em\u003e e ad un altro scritto in prosa, qui ripubblicato in appendice, \u003cstrong\u003e\u003cem\u003eIl reazionario autentico\u003c\/em\u003e\u003c\/strong\u003e, abbiamo una bussola in più, un riferimento aggiuntivo per orientarci nel tempio che Gómez Dávila ha eretto in onore dell’intelligenza prima ancora che della verità.\u003c\/p\u003e","brand":"Nicolás Gómez Dávila","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":60093247717662,"sku":"Textos","price":15.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/1095\/7835\/4974\/files\/mock_textos.png?v=1790768068"},{"product_id":"in-ginocchio-da-te","title":"In ginocchio da te","description":"\u003cp\u003eÈ impossibile guardare alla vita e all’opera di Carmelo Bene senza considerare il suo rapporto con lo sport. Tutto nervi e pochi muscoli, la sua carriera tra i pali, nei campi di pozzolana del leccese, non superò l’adolescenza. Ma ciò che non divenne professione restò una passione incrollabile, tanto da fargli seguire le partite di calcio dal palcoscenico durante gli spettacoli, sbirciandole da un televisore nascosto dietro le quinte. Tanto da invitare, nel 1983, la Roma dello scudetto alla prima del suo Macbeth al Quirino o da prodigarsi per donare la propria cartilagine a Marco Van Basten, pur di scongiurarne il ritiro. Sempre a questa passione dobbiamo la sua presenza incendiaria al Processo del Lunedì di Biscardi, che lo rese noto anche al pubblico meno blasonato. E così la rubrica sportiva \u003cem\u003eRipensandoci Bene\u003c\/em\u003e, in collaborazione con il più popolare quotidiano romano, «Il Messaggero», dove CB, dal 1982 al 1985, più che commentare le cronache sportive tout-court, prolungava il suo discorso d’artista, guardando «a tutto ciò che eccede lo sport». Perché lo sport è anzitutto fenomeno estetico, luogo in cui il grande atleta non gioca, ma è giocato, toccato dal divino – “zona celeste” in cui si assiste all’Atto più che all’azione, quindi allo spettacolo per eccellenza, dove non rimane che abbandonarsi allo stupore. Come nel Grande Teatro.\u003cbr\u003e\n\u003cem\u003eIn ginocchio da te\u003c\/em\u003e raccoglie tutti gli articoli apparsi nella rubrica del «Messaggero», a cui si aggiungono le trascrizioni dei suoi interventi da ospite s-collegato nella trasmissione televisiva Zona, a cui partecipò consegnando, stavolta all’etere in techincolor, la sua visione del mondo prima ancora che dello sport.\u003c\/p\u003e","brand":"Carmelo Bene","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":60093247783198,"sku":"Ginocchio da te","price":17.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/1095\/7835\/4974\/files\/CB.png?v=1790768070"},{"product_id":"acquatica","title":"Acquatica","description":"\u003cp\u003e\u003cem\u003eAcquatica\u003c\/em\u003e è un trittico. Comprende due libri, \u003cem\u003ePercorsi d’acqua\u003c\/em\u003e e \u003cem\u003eDa Parigi a Gerusalemme. Sulle orme di Chateaubriand\u003c\/em\u003e, già usciti e per questa nuova edizione rivisti e ampliati. Se ne aggiunge un terzo, \u003cem\u003eFiumi d’acqua, mari di carta,\u003c\/em\u003e in cui si spazia dalla Senna ai mari del Nord, da Costantinopoli a Alessandria d’Egitto, e quindi ritratti di città e ritratti di scrittori, luoghi fantastici e geografie reali. È una summa degli interessi e delle passioni del suo autore, dei suoi gusti, ma anche dei suoi disgusti. È anche, e infine, un invito al viaggio, quel viaggio che, come tutti sanno, comincia sempre in una biblioteca o in una stanza, con gli atlanti e i portolani spalancati sul tappeto della tua camera, in cerca di quell’Isola che non c’è, per questo ancora e sempre misteriosa, quell’isola dove si nasconde il tesoro di cui sono fatti i nostri sogni e le nostre speranze e con il quale ci illudiamo di venir ripagati dall’assurdità di vivere per poi dover morire. Cerchiamo fino all’ultimo e non ci stanchiamo mai.\u003c\/p\u003e","brand":"Stenio Solinas","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":60093247815966,"sku":"Acquatica","price":23.75,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/1095\/7835\/4974\/files\/ACQUATICA.png?v=1790768072"},{"product_id":"linconscio-del-mondo","title":"L’inconscio del mondo","description":"\u003cp\u003eI popoli hanno un’anima? Cosa decreta il destino di un popolo? \u003cstrong\u003eIl nascere e il morire di una civiltà?\u003c\/strong\u003e E le folle, anch’esse, possiedono un’anima? Cosa le guida, cosa le muove nelle loro aspirazioni?\u003cem\u003e L’inconscio del mondo\u003c\/em\u003e accorpa due dei saggi più celebri di Gustave Le Bon: \u003cem\u003eLeggi psicologiche dell’evoluzione dei popoli\u003c\/em\u003e e \u003cem\u003ePsicologia delle folle\u003c\/em\u003e, pubblicati rispettivamente nel 1894 e nel 1895. Due titoli i cui temi e motivi si intrecciano costantemente, tanto che non fatichiamo a considerarli come un’opera unica, \u003cstrong\u003euno dei primi manuali di psicologia sociale\u003c\/strong\u003e, che rompendo con la tradizione illuminista e positivista, e abbandonando l’ipotesi hegeliana di una riducibilità del reale al razionale, interroga quelle \u003cstrong\u003eforze ancestrali, irrazionali, mitiche e mistiche, che regolano la vita di ogni società e di ogni individuo\u003c\/strong\u003e. In entrambi questi saggi, con un metodo d’indagine più intuitivo che scientifico, più profetico che accademico, Le Bon tenta di individuare la materia invisibile che agisce su quella visibile – il non-detto, l’involontario, \u003cstrong\u003eil rimosso che però legifera silenziosamente nella vita dei singoli\u003c\/strong\u003e, delle masse, dei popoli, delle nazioni, in una espressione: l’inconscio del mondo.\u003c\/p\u003e","brand":"Gustave Le Bon","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":60093247881502,"sku":"Inconscio del mondo","price":17.0,"currency_code":"EUR","in_stock":false}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/1095\/7835\/4974\/files\/LEBON.png?v=1790768073"},{"product_id":"trafitto-da-una-rosa","title":"Trafitto da una rosa","description":"\u003cp\u003e«Il giorno in cui seppi dell’irruzione di Mishima nelle Forze di Autodifesa mi trovavo al Campus dell’Università di Tokyo. Ero uno studente del Dipartimento di Estetica ed Arte presso la Facoltà di Lettere. La notizia si diffuse quasi in presa diretta, ed io venni informato da un amico. Ricordo che in facoltà vennero sospese quasi tutte le lezioni pomeridiane, fatta eccezione per alcune; eravamo tutti sotto shock e noi studenti, insieme a qualche professore, intavolammo un dibattito. Ormai non ricordo quasi nulla di ciò che dicemmo, era tutto così sconvolgente e il trauma era così intenso che sembrava che il mondo fosse finito sottosopra». È il 25 novembre 1970, il giorno del \u003cem\u003eseppuku\u003c\/em\u003e, il suicidio rituale dei samurai, quello in cui Mishima si trafigge il ventre, come ultimo, estremo gesto. È anche il punto da cui ha origine la narrazione del professor Atsushi Tanigawa, che, in questo breve saggio, ripercorre l’opera di Yukio Mishima nelle sue infinite sfaccettature – la musica, la flora, il culto del corpo, le contaminazioni elleniche, quelle poetiche, da Rilke a Valéry –, la poliedrica potenza del vate giapponese le cui frecce hanno trapassato la superficie della letteratura, facendone emergere gli abissi, luminosi come un sole di morte.\u003c\/p\u003e","brand":"Atsushi Tanigawa","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":60093247979806,"sku":"Trafitto da una rosa","price":15.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/1095\/7835\/4974\/files\/MISHIMA.png?v=1790768075"},{"product_id":"i-calciatori-selvaggi","title":"I calciatori selvaggi","description":"\u003cp\u003eLong Seller, secondogenito di dio – dai microfoni di \u003cem\u003eRadio Haiti – International\u003c\/em\u003e – racconta la storia dei calciatori Selvaggi, la nazionale di ragazzini che si oppone agli Elisei \/Assoluti dei cyborg che dominano il mondo del calcio nel 2037. È l’ultima occasione. Ma no, sembra un libro di fantascienza e il lettore si spaventa. Troppo Terry Gilliam, troppo Asimov. No. Mondo 2037, il calcio è diventato una questione privata. Nooo, così il lettore immagina avvocati pronti a darsi battaglia per liberare i calciatori dalla schiavitù, pensa ai campi come ai giardini delle ville a Hollywood, invece bisogna far capire che il romanzo riflette la lezione di Bolaño e di Fontanarrosa. Scusa, fai meno: o Bolaño o Fontanarrosa o la loro fusione. Quindi Borges che disegna e palleggia? Non va bene; poi le donne non lo leggono, già c’è il calcio. Ma come, non si parla che di calcio femminile? Ce l’ho: \u003cem\u003eI calciatori selvaggi\u003c\/em\u003e, il primo romanzo con una fantasista, il dieci è donna, messicana, affascinante, maradoniana. Se vabbè, dritti nella paranoia: la tipica donna iperattiva che fa sentire i maschi in inferiorità numerica, il lettore ideale di questo libro si deprime e tornando a casa si iscrive a un corso di hockey parrocchiale, diventando un giallista. Allora, Maradona, mi gioco dio. Questo romanzo ha al centro il cuore di Maradona, che ha ripreso a battere a Città del Messico, ma viene rubato da tre agenti israeliani per ricattare il governo cinese che poi è il padrone nel mondo. Sembra un James Bond col pallone, e tagliamo fuori i critici. Ho capito. “I calciatori selvaggi” è un romanzo che si oppone a tutte le superleghe del presente e del futuro e. E stop, siamo nell’assolutismo, ci giochiamo i dubbiosi, i lettori moderati, ci vuole più delicatezza. \u003cem\u003eI calciatori selvaggi\u003c\/em\u003e è un romanzo divertente, forse, dove 11 figli della mezzanotte maradoniana – sì, l’autore cita Salman Rushdie – giocano la partita più importante della storia del calcio, chissà. Adesso siamo nell’accondiscendenza televisiva con manie e insicurezza da Woody Allen. Bisogna essere semplici, immediati, concreti. \u003cem\u003eI calciatori selvaggi\u003c\/em\u003e è un romanzo d’avventura con molta ironia sul calcio. Ecco.\u003c\/p\u003e","brand":"Marco Ciriello","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":60093248012574,"sku":"Calciatori Selvaggi","price":14.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/1095\/7835\/4974\/files\/CIRIELLO.png?v=1790768077"},{"product_id":"versetti-sardonici","title":"Versetti Sardonici","description":"\u003cp\u003eUna raccolta di “non poesie” concepite dallo sguardo attento, ironico e sferzante di uno dei maestri della commedia all’italiana. Versi istantanei, poesie dal ritmo aneddotico, visioni taglienti e ironiche. La penna di Dino Risi funge, in queste brevi composizioni, da macchina da presa, capace di cogliere da una prospettiva insolita la vita quotidiana del carosello umano che popola l’italietta piccolo-borghese dalle edonistiche velleità: parenti serpenti, comunisti col villone, cassiere e pornostar, assassini seriali e comici da strapazzo, inciviltà capitoline e domeniche al mare. Non mancano versi più introspettivi, che toccano vette poetiche dolceamare, una certa nostaglia per la giovinezza perduta, uno sguardo all’album degli immancabili rimpianti e delle promesse non mantenute di chi non ha potuto fare a meno di vivere a pieno la vita.\u003c\/p\u003e","brand":"Dino Risi","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":60093248045342,"sku":"Versetti","price":10.45,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/1095\/7835\/4974\/files\/nuovomock_832ac3b1-9092-49a7-8ce8-1089fd5d2b29.png?v=1790768078"},{"product_id":"la-gana","title":"La Gana","description":"\u003cp\u003eQuando nel 1958 \u003cem\u003eLa Gana\u003c\/em\u003e è arrivato nella redazione della casa editrice Juillard, l’allora direttore Maurice Nadeau, dopo una prima lettura, disse di aver avuto gli incubi per diverse notti di seguito. Non si tratta di un libro, ma di un aborto, un testo disgustoso e raccapricciante – che tuttavia respira. L’editore se ne accorge e incarica Nadeau di compiere una serie di tagli al manoscritto, dove si è deciso di eliminare i passaggi impubblicabili lasciando al loro posto dei puntini di suggestione, più che di sospensione, e non sapremo mai quali ulteriori oscenità siano state omesse. Nel 1958 \u003cem\u003eLa Gana\u003c\/em\u003e è in libreria e l’anno successivo si aggiudica persino il prix de Mai (premio, seppur di vita breve, presieduto da Roland Barthes, Georges Bataille, Maurice Blanchot, tra gli altri). In Italia il romanzo vede la luce solo sei anni dopo, nel 1964, ma ha vita breve. La magistratura sequestra tutte le copie in circolazione per oltraggio al senso del pudore, e rinvia a giudizio lo scrittore, l’editore italiano, il traduttore e l’impaginatore. Dopo la consueta notorietà dovuta allo scandalo, il romanzo scivola nell’abisso. Oggi si fatica a trovarlo anche nelle librerie francesi. È il destino che si addice a un libro zampillante di volgarità, che ci chiede lo sforzo disumano di sopportare l’insopportabile: seguire passo passo il protagonista, un bambino di dieci anni che viene iniziato, nello squallido scantinato parigino in cui si trova costretto ad abitare con la famiglia, alla violenza e alla crudeltà della vita sessuale di chi conosce solo la miseria e non ha il tempo, né la voglia e gli strumenti, per sublimarla in qualcosa di più alto, finendo per trovare la verità del mondo nell’espletarsi delle più bieche funzioni organiche, nel riempire e svuotare buchi. In questo romanzo oltraggioso, che supera in oscenità anche i libri più degenerati di Miller e Sade, Jean Douassot si spinge dove nessun altro ha osato andare, né prima né dopo di lui. Tenta di insudiciare il candore dell’infanzia, per scoprire che, sorprendentemente, quella luce resiste anche al fango più nero.\u003c\/p\u003e","brand":"Jean Douassot","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":60093248078110,"sku":"Gana","price":19.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/1095\/7835\/4974\/files\/LAGANA.png?v=1790768080"},{"product_id":"il-libretto-rozzo-dei-cccp-e-dei-csi","title":"Il libretto rozzo dei CCCP e dei CSI","description":"\u003cp\u003ePubblicato per la prima volta nel 1998, quando ormai i Csi diventavano noti al grande pubblico affacciandosi alle classifiche radiofoniche, il Libretto Rozzo diventa in brevissimo tempo un \u003cstrong\u003eoggetto di culto\u003c\/strong\u003e, e come ogni oggetto di culto \u003cstrong\u003escompare dalle librerie\u003c\/strong\u003e. Oggi, a quarant’anni di distanza dalla fondazione nel 1982 a Berlino del gruppo punk più irregolare d’Italia, questa nuova edizione lo toglie dalla clandestinità – probabilmente controvoglia. \u003cstrong\u003eIl Libretto Rozzo è racconto, confessione, sistemazione di tutti i testi dei CCCP e dei CSI\u003c\/strong\u003e, assemblati non per cronologia o apparizione discografica ma per grandi temi e idee, cuciti fra loro da meditate riflessioni di Giovanni Lindo Ferretti e Massimo Zamboni, che arricchiscono il volume con dei commenti inediti. Affollato di fantasie socialiste e perizie psichiatriche nazionalpopolari, Punk Islam e Sufi, geografia di Gobi, Finistere e Via Emilia, il Libretto Rozzo ci consente di ripercorrere a ritroso le inquietudini di una generazione che non sembrano poi tanto lontane dalle nostre, come se il muro di Berlino non fosse mai caduto. È quello che accade a chi non ha fatto solo canzoni, ma musicato la storia.\u003c\/p\u003e\n\u003cblockquote\u003e\n\u003ch3\u003e\u003c\/h3\u003e\n\u003c\/blockquote\u003e","brand":"Giovanni Lindo Ferretti, Massimo Zamboni","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":60093248110878,"sku":"Libretto Rozzo","price":20.9,"currency_code":"EUR","in_stock":false}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/1095\/7835\/4974\/files\/LR-1.png?v=1790768082"},{"product_id":"aurelien","title":"Aurélien","description":"\u003cp\u003eA cavallo fra le due guerre una generazione dimenticata e ribelle fatica a trovare la propria identità. Aurélien Leurtillois, reduce dalle trincee, da cui rimane inevitabilmente tormentato, rientra a Parigi nelle vesti di giovane rentier, e vive sulla sua pelle tutte le gioie e le angosce di questa affannosa ricerca, calcando il palcoscenico surrealista dei folli anni Venti, magistralmente allestito da Louis Aragon e popolato da veterani, poeti, pittori, epicurei, uomini d’affari, soldati americani e donne viziose… Eroe borghese, seduttore indolente, affetto da una versione inedita di quel \u003ci\u003emal du siècle \u003c\/i\u003eche aveva contagiato tutta la letteratura francese, Aurélien viene travolto, quasi controvoglia, da un amore divorante per l’inafferrabile Berenice, giovane donna di provincia dal discutibile buongusto. Quello di Aragon è un romanzo che vive di sottili equilibri e irriducibili dualismi – città e provincia, evasione e fedeltà, amore e matrimonio, la continua tensione fra il mondo reale e quello, forse ancora più reale per i surrealisti, dei sogni deformati – mostrando un certo disgusto per il materialismo del mondo moderno. Pubblicato nel 1944 e tradotto oggi per la prima volta in Italia, \u003ci\u003eAurélien \u003c\/i\u003eci consegna lo spettacolo di una Francia perduta, sia cronologicamente che esistenzialmente, dove la vita interiore delle emozioni, delle menzogne e delle illusioni ha la meglio su qualsiasi realismo, come se l’esistenza non fosse altro che un intervallo tra un’ombra di seduzione e un’altra, il tentativo di galleggiare al confine di un desiderio che conviene più contemplare che non realizzare, così come inventarsi un amore è sempre meglio di viverlo.\u003c\/p\u003e","brand":"Louis Aragon","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":60093248307486,"sku":"Aurélien","price":25.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/1095\/7835\/4974\/files\/AURELIEN.png?v=1790768084"},{"product_id":"cio-che-oso-pensare","title":"Ciò che oso pensare","description":"\u003cp\u003eA rileggere oggi \u003cem\u003eWhat Dare I Think\u003c\/em\u003e, il \u003cstrong\u003emanifesto programmatico dell’umanesimo scientifico di Julian Huxley\u003c\/strong\u003e, non scopriamo solo la fonte primaria dalla quale il fratello Aldous ha ricavato sapientemente molti temi per immaginare il suo \u003cem\u003eMondo Nuovo\u003c\/em\u003e – come la compenetrazione tra uomo e macchina, le modificazioni del genoma umano, l’uso di psicofarmaci. In questo testo luminoso e oscuro insieme, pieno di un \u003cstrong\u003eottimismo cinico e spregiudicato\u003c\/strong\u003e, troviamo uno dei testi fondativi del \u003cstrong\u003etransumanesimo\u003c\/strong\u003e odierno, quello che ha sede in California, \u003cstrong\u003enella Silicon Valley, e che sta ispirando ingegneri, filosofi, venture capitalist e Ceo delle principali aziende dell’high tech statunitense\u003c\/strong\u003e. Questi imprenditori illuminati stanno cercando, grazie alle possibilità offerte dalle nuove tecnologie, di mettere in atto quegli scenari che Julian, teorizzandoli, aveva solo auspicato: la trasformazione della morfologia umana, la clonazione e la criogenizzazione, la ricerca della vita eterna, la connessione tra cervello e computer. Ma così come l’umanesimo scientifico di Huxley, nonostante sia esaltato da nobili professioni di idealismo e benevolenza, lascia intendere che \u003cstrong\u003ea governare il mondo sarà un ristretto gruppo di scienziati\u003c\/strong\u003e a cui si deve delegare un potere sconfinato, così i transumanisti di oggi tentano di riabilitare l’eugenetica e di liquidare la democrazia. Julian Huxley, a leggere tra le righe di questo opuscolo, non ne sarebbe rimasto stupito.\u003c\/p\u003e","brand":"Julian Huxley","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":60093248405790,"sku":"GOG-Ciò che oso pensare","price":16.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/1095\/7835\/4974\/files\/HUXLEY.png?v=1790768086"},{"product_id":"b-r-ammazzate-banksy","title":"B.R. Ammazzate Banksy","description":"\u003cp\u003eCosa succede quando un’arte nata per strada dalle frange più disagiate della gioventù urbana, con il suo linguaggio disarticolato, i suoi codici spontanei, la sua rabbia indisciplinata, perde ogni carica eversiva e diventa il megafono dello Stato, di qualche multinazionale o di un brand? È questa la triste parabola della Street Art, strumento dei municipi comunali per “valorizzare” periferie degradate invece di operare interventi seri di ripristino, oppure dispositivo pubblicitario utilizzato da grandi aziende a scopi promozionali. Gli stessi Street Artist sono diventati dei brand, Banksy tra tutti, forte di provocazioni a buon mercato, sentimentalismo spicciolo e un immaginario sottratto a Fight Club. Questa ribellione anti-sistema, sotto lo stencil, nasconde una delle più grandi operazioni commerciali degli ultimi anni, un’arte instagrammabile, indistinguibile dalla guerriglia marketing, che alla rivoluzione o al suicidio ha preferito il business di magliette e tazzine. Vincenzo Profeta, tra i fondatori del Laboratorio Saccardi, collettivo di artisti palermitani, con il suo stile vertiginoso, scrive questo pamphlet senz’alcuna pretesa argomentativa e senza alcuna lucidità, ma solo con un odio sano, depurato dal rancore, contro la decadenza di quest’arte, e invita le BR, in omaggio al Signor Enzo – ultimo vero graffitaro italiano che di questa espressione aveva fatto il suo claim più riuscito – ad ammazzare Banksy, il simbolo di una truffa colossale.\u003c\/p\u003e","brand":"Vincenzo Profeta","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":60093248733470,"sku":"B. R. 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Tra questi il libertario polacco \u003cstrong\u003eJan Wacław Machajski\u003c\/strong\u003e (1866-1926), marxista di formazione, che in aperta polemica con Kautsky, Lenin e Bernstein, ma soprattutto con quei socialdemocratici che avallarono la via riformista e legalista, rimandando a un futuro non ben precisato il momento rivoluzionario, sosteneva una tesi singolare, ossia che \u003cstrong\u003equella socialista fosse l’ideologia di classe dell’intellighenzia borghese\u003c\/strong\u003e. Poiché il capitalismo produce più intellettuali di quelli che riesce ad allocare professionalmente, questi ultimi abbracciano un atteggiamento di contestazione, presentandosi sulla scena politica come i disinteressati avvocati delle classi lavoratrici. La rivoluzione degli intellettuali, però, non abolirà lo sfruttamento capitalista, ma \u003cstrong\u003epasserà il testimone dai proprietari dei mezzi di produzione agli organizzatori, i dirigenti, i manager delle forze produttive\u003c\/strong\u003e. Machajski avverte quindi, con largo anticipo, la nascita dello Stato burocratico, un nuovo Leviatano, una nuova tenocrazia, dove i “capitalisti del sapere”, benché socialisti, continueranno a svolgere una funzione di dominio sulle masse oppresse.\u003c\/p\u003e","brand":"Jan Wacław Machajski","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":60093248766238,"sku":"Ditt intellighe","price":15.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/1095\/7835\/4974\/files\/MACHAISKIJ.png?v=1790768089"},{"product_id":"escolios-a-un-texto-implicito-2","title":"Escolios a un texto implícito **","description":"\u003cp\u003ePubblicati quasi dieci anni dopo i primi due volumi, i \u003cem\u003eNuevos \u003c\/em\u003ee \u003cem\u003eSucesivos\u003c\/em\u003e Escolios chiudono l’opera gomezdaviliana in perfetta continuità con gli scritti precedenti, toccando un’ampia varietà di temi filosofici e teologici, così come questioni di letteratura, arte e costume. Critico nei confronti del progresso, della Chiesa postconciliare, del mondo accademico e della democrazia – «un’ingenuità se non fosse la maschera di una bestemmia» – Gómez Dávila non si abbandona mai al giudizio morale, ma i suoi aforismi si spingono verso vette poetiche, liriche, estetiche prima ancora che etiche, privilegiando sempre lo stile della scrittura, con la convinzione (assurda) che «quandanche tutto ciò che si dica sia falso, nel parlare in un determinato modo è presente una verità sotterranea». Cercare l’unità del suo pensiero, oppure tentare di individuare una coerenza sistematica in queste glosse, sono tutti sforzi inutili. L’opera gomezdaviliana, sostiene Franco Volpi, «si presenta come un recinto chiuso: non esiste passo razionale o deduzione logica che serva ad entrare. L’unica maniera di farlo è lanciarsi al suo interno. Comprendere, in questo caso, è davvero una questione di empatia».\u003c\/p\u003e","brand":"Nicolás Gómez Dávila","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":60093248831774,"sku":"GOG_Escolios2","price":23.75,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/1095\/7835\/4974\/files\/NGD_2.png?v=1790768091"},{"product_id":"borghesia-violenta","title":"Borghesia Violenta","description":"\u003cp\u003eStudenti di medicina prossimi alla laurea, figli di magistrati o di politici, enfant prodige del cinema italiano. Sono tutti giovani promettenti i “bravi ragazzi” del terrorismo italiano, ventenni eleganti, dalle facce pulite, dotati di buona retorica ma baciati dalla morte, che a cavallo tra gli anni ’70 e ’80, chi per puro caso o per adesione ideologica, chi per ribellarsi all’autorità paterna o per rispondere a una violenza subita, finiscono per dare avvio allo “spontaneismo armato”, per fondare gruppi e movimenti extraparlamentari, realizzare attentati, sequestri e rapine. Ventura e Barra ripercorrono, con una narrazione letteraria e cinematografica più che storica, le parabole politiche ed esistenziali dei “figli ribelli” della borghesia italiana, insospettabili autori di un sogno eversivo che si tradurrà, la maggior parte delle volte, in tragedia. I militanti di Avanguardia Operaia, poi Giusva Fioravanti e Alessandro Alibrandi, tra i fondatori dei Nar, e così Marco Donat-Cattin, leader di spicco di Prima Linea, sono loro i protagonisti, rivoluzionari e borghesi, di questa stagione all’insegna della rabbia e del piombo: ad accomunare tutti, infatti, “rossi” e “neri”, è una violenza cieca, redentrice per alcuni, nichilista per altri, divenuta all’improvviso l’unico strumento a disposizione per distruggere l’avversario politico e ribaltare l’ordine costituito.\u003c\/p\u003e","brand":"Nicola Ventura, David Barra","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":60093248864542,"sku":"GOG-Borghesia Violenta","price":15.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/1095\/7835\/4974\/files\/BORGHESIA.png?v=1790768093"},{"product_id":"storie-del-mare","title":"Storie del mare","description":"\u003cp\u003e«È inappropriato chiamare questo pianeta Terra, quando chiaramente è Mare». Così precisava lo scrittore Arthur C. Clarke. Tralasciando la geografia, basta setacciare tutto il materiale mitologico, religioso, letterario e cinematografico prodotto dall’Occidente per non dargli torto. Il mare è un elemento ricorrente nella storia dell’umanità, metaforico più che fisico, simbolico prima ancora che geografico, e quelle di marinaio o di pirata, di naufrago o di superstite, sono condizioni dell’anima più che della carne, tanto che Diego Gabutti, in queste Storie del mare, tra reminiscenze alte e basse, attingendo a un repertorio vastissimo di miti, libri e film, finisce per rovesciare il celebre verso di John Donne: ogni uomo è un’isola, infatti, spesso «squassata da tempeste, tifoni e mareggiate» e persino la terra è «popolata di squali e mostri, tenuta sotto schiaffo dagli dèi». Dal Diluvio Universale all’Odissea, da Braccio di Ferro a Corto Maltese, il marinaio gentiluomo disegnato da Hugo Pratt, da Lord Jim al Capitano interstellare Harlock e quanti altri personaggi e quante altre storie – che hanno popolato il nostro immaginario, i nostri sogni di bambini e le nostre speranze di adulti – sono ancora lì a testimoniare che la terraferma non esiste, e che finalmente siamo tutti sperduti in un oceano qualsiasi, naufraghi e superstiti, con una storia da raccontare.\u003c\/p\u003e","brand":"Diego Gabutti","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":60093248897310,"sku":"GOG-Storie del mare","price":16.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/1095\/7835\/4974\/files\/GABUTTI.png?v=1790768095"},{"product_id":"bazar-mediterraneo","title":"Bazar Mediterraneo","description":"\u003cp\u003eAlgeri con i suoi sogni rivoluzionari, Salonicco e i fantasmi del passato, Alessandria d’Egitto e il peso insostenibile della memoria, Tangeri la bizzarra, Beirut con il suo fascino fragile, Tripoli e Bengasi in stato di rivolta permanente, Istanbul e la nostalgia dell’Impero… Quello di Alberto Negri non è un itinerario solo geografico e storico, ma è un ritratto sentimentale delle principali città del Mediterraneo del sud, città che improvvisamente diventano persone, amanti di una notte o di una vita, dai quartieri come corpi e i palazzi come volti, con le loro grinze e le loro ferite impossibili da rimarginare. Lo sguardo del reporter si confonde con l’afflato dello scrittore, la storia collettiva, con i suoi protagonisti – letterari, politici, militari – si intreccia agli aneddoti degli uomini e delle donne di passaggio, i pensieri più intimi si alternano alle visioni geopolitiche consegnando alla nostra letteratura di viaggio una pagina appassionata e commovente, scritta sulla Sponda sud di un Mediterraneo che ci siamo rassegnati a guardare come al mare degli “altri”.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e \u003c\/p\u003e","brand":"Alberto Negri","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":60093248930078,"sku":"GOG-Bazar Mediterraneo","price":15.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/1095\/7835\/4974\/files\/NEGRI.png?v=1790768097"},{"product_id":"pictures-from-italian-profiles","title":"Pictures from Italian profiles","description":"\u003cp\u003eI fine settimana al mare, le gite scolastiche, le grigliate e le sagre di paese, suppellettili religiose e videogiochi, la tavola imbandita la domenica, i pranzi interminabili, i nonni e i nipoti, i padri e le madri. “Pictures from Italian Profiles”, un progetto nato sui social e approdato sulla carta stampata, raccoglie gli scatti più improbabili caricati in rete da utenti qualsiasi per utenti qualsiasi. Il risultato è un album fotografico intimo ma collettivo al tempo stesso, capace di raccontare genuinamente oltre un secolo di usi e costumi di un’Italia secolarizzata dall’arrivo delle macchine fotografiche a buon mercato e dagli smartphone. Scatti spesso esilaranti, grotteschi, demenziali ma anche nostalgici, candidi, sicuramente sinceri, privi di qualsiasi sublimazione estetica. In questo album – dove tutti i cliché diventano sorprendenti per la loro non-intenzionalità –, nell’atmosfera di queste foto amatoriali e domestiche, negli oggetti prima ancora che nei soggetti che fanno da comparse, scopriamo il nostro ritratto più autentico, un racconto iconografico del nostro Paese lontanissimo dalla retorica della “bellezza” che finisce per fagocitare ogni altro segmento narrativo.\u003c\/p\u003e\n\u003ch5\u003ePrefazione di Stefano Frosini\u003cbr\u003e\nPostfazione di Alessandro Gori\u003c\/h5\u003e\n\u003cp\u003e \u003c\/p\u003e","brand":"Stefano Frosini","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":60093248962846,"sku":"Pictures from IP","price":29.0,"currency_code":"EUR","in_stock":false}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/1095\/7835\/4974\/files\/PFIP-1.png?v=1790768098"},{"product_id":"legemonia-invisibile","title":"L’Egemonia Invisibile","description":"\u003cp\u003eStando al Global Soft Power Index del 2020, il primato in termini di influenza mondiale è ancora detenuto dagli Stati Uniti. Grazie alla loro vocazione “evangelica” sul piano politico, un apparato tecnologico-digitale in perenne espansione (che vede Netflix, Amazon, Apple e Facebook tra i suoi attori principali) nonché una serie di marchi e grandi aziende riconosciuti in tutto il mondo, gli Usa svettano sulla Cina nella corsa all’egemonia. Eppure, da qualche decennio a questa parte, forte dei risultati ottenuti in ambito economico e condensati in quello che è stato definito il Beijing consensus, la cultura cinese sta esercitando un fascino sempre maggiore su scala globale. Siamo di fronte a un tipo di soft power completamente nuovo, insidioso, lontano dalla definizione classica elaborata da Joseph Nye per chiarire le modalità e gli strumenti di creazione del consenso e di promozione della propria immagine agli occhi del mondo. In questo breve saggio Barbara Onnis ci consegna un bilancio degli sforzi prodotti dalla Repubblica Popolare Cinese per incrementare il suo raggio di influenza sia nelle regioni limitrofe che in seno a un Occidente inizialmente sospettoso, ma finalmente sedotto da quell’offensiva dello charme attuata dalla Cina da vent’anni a questa parte e che oggi, a ridosso della controversa ma efficace gestione della pandemia, ha reso Pechino il promotore credibile di una nuova versione della globalizzazione.\u003c\/p\u003e","brand":"Barbara Onnis","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":60093248995614,"sku":"GOG-Egemonia Invisibile","price":10.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/1095\/7835\/4974\/files\/ONNIS.png?v=1790768101"},{"product_id":"atlante-ideologico-sentimentale","title":"Atlante ideologico sentimentale","description":"\u003cp\u003eL’Atlante ideologico sentimentale di Stenio Solinas delinea e racconta \u003cstrong\u003euna carta geografica fisica e mentale\u003c\/strong\u003e popolata di fatti e gesta, luoghi e memorie, paesaggi con figure e vite esemplari. Percorso reale e intellettuale, frutto di \u003cstrong\u003ereportages\u003c\/strong\u003e, incontri, letture, questo libro è una “festa mobile” e insieme un romanzo di formazione: l’Occidente di \u003cstrong\u003eJünger\u003c\/strong\u003e, di Leigh Fermor e di Márai, ma anche di Capri e di Saint-Tropez, della \u003cstrong\u003eBeat Generation\u003c\/strong\u003e e della Lost Generation; l’Oriente di \u003cstrong\u003eSorge, Nassimbaum, Terzani\u003c\/strong\u003e, ma anche del Grande gioco, dei deserti, del fondamentalismo e dell’Orient Express… Mappatura di epoche, stili, miti e manie – gli anni Cinquanta della \u003cstrong\u003eDolce vita\u003c\/strong\u003e, gli anni folli di Vichy, il dandismo, la minigonna e la sex machine, l’arte e il mercato dell’arte – lo si può leggere anche come un\u003cstrong\u003e pellegrinaggio esistenziale\u003c\/strong\u003e dove ogni tappa rimanda a una orgogliosa rivendicazione di diversità, sempre e comunque lontano dalla modernità di massa e dai suoi riti. La presenza di caratteri femminili d’eccezione – Arletty, \u003cstrong\u003eBrigitte Bardot\u003c\/strong\u003e, Jane Birkin, Ella Maillart, Kiki di Montparnasse, \u003cstrong\u003eKate Moss\u003c\/strong\u003e – rende questo pellegrinaggio più lieve, un \u003cstrong\u003einvito al viaggio\u003c\/strong\u003e e un antidoto alla fatica di vivere.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e \u003c\/p\u003e","brand":"Stenio Solinas","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":60093249028382,"sku":"GOG-Atlante Ideologico","price":26.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/1095\/7835\/4974\/files\/atlante_nuovomock.png?v=1790768103"},{"product_id":"lilluminismo-oscuro","title":"L’Illuminismo oscuro","description":"\u003cp\u003ePubblicato a puntate su un piccolo blog nel 2013, \u003cem\u003eL’Illuminismo oscuro\u003c\/em\u003e è diventato, in breve tempo, \u003cstrong\u003euno dei più importanti manifesti dell’alt-right nel mondo anglofono\u003c\/strong\u003e. Per alcuni, l’ascesa della destra radicale negli Stati Uniti, ma anche la realizzazione di una serie di attentati a sfondo razzista, come la strage di Christchurch in Nuova Zelanda, passano da questo pamphlet apocalittico, le cui idee anti-democratiche e anti-egualitarie sembrano essersi diffuse come un virus in quella galassia di siti e forum che hanno giocato un ruolo fondamentale nell’elezione di Donald Trump alla Casa Bianca. La controversa parabola di Nick Land, \u003cem\u003eenfant terrible\u003c\/em\u003e dell’accelerazionismo, fondatore della CCRU negli anni Novanta, studioso di Deleuze e Guattari, di Marx e Lovecraft, di cyberpunk ed esoterismo, giunge con questo testo a un tenebroso punto di svolta, un breakdown schizofrenico a detta dei suoi sodali e allievi. Dopo essere sparito per qualche anno dalla circolazione e aver fatto la sua ricomparsa in Cina come giornalista indipendente, \u003cstrong\u003eLand e il suo \u003cem\u003eIlluminismo oscuro\u003c\/em\u003e gettano le basi teoriche di una delle ideologie più pericolose del nostro tempo: quella che salda le idee accelerazioniste con le fantasie dei suprematisti bianchi\u003c\/strong\u003e stufi della\u003cem\u003e political correctness\u003c\/em\u003e, ma anche con quelle di alcuni big della Silicon Valley, provvisti di un potere economico e tecnologico tanto ampio da sentire il bisogno di liquidare una democrazia incompatibile con le loro ambizioni e le loro utopie (o distopie, secondo i punti di vista). Land è il profeta perfetto di quest’alchimia ideologica tra ultraliberismo, conservatorismo e tecnocrazia, le sole forze in grado di \u003cstrong\u003eliberare il capitalismo da tutti gli ostacoli politici e morali\u003c\/strong\u003e che impediscono il dispiegamento della sua potenza disumana e quindi l’avvento della Singolarità: una nuova era in cui l’individuo, con i suoi limiti biologici ed etici, diverrà soltanto uno sbiadito ricordo, sostituito da forme di vita aliene, ibride o replicanti. A tratti delirante, a tratti lucidissimo, \u003cem\u003eThe Dark Enlightenment\u003c\/em\u003e è un saggio indispensabile per capire il fascino che questo pastiche filosofico – apparentemente destinato a rimanere nel cono d’ombra dei blog cospirazionisti – ha invece esercitato su \u003cstrong\u003emovimenti e partiti politici, ma anche su giornalisti, intellettuali e grandi imprenditori dell’high tech.\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003ch5\u003e\u003cstrong\u003ePrefazione di Giuliano da Empoli\u003c\/strong\u003e\u003c\/h5\u003e","brand":"Nick Land","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":60093249093918,"sku":"GOG-Illuminismo Oscuro","price":15.2,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/1095\/7835\/4974\/files\/LAND.png?v=1790768106"},{"product_id":"il-dio-che-non-ce","title":"Il Dio che non c’è","description":"\u003cp\u003eCadono uno dopo l’altro gli dei dello sport. Oggi, fatichiamo a trovarne di altri, di nuovi. Di quelli che hanno entusiasmato e acceso intere generazioni. Ma \u003cstrong\u003esiamo anche in carenza di mitomani\u003c\/strong\u003e, nell’accezione più alta del termine, ossia di spettatori in grado di eccitarsi perennemente, patologicamente, capaci di scolpire allucinazioni sul nulla, di trasfigurare, mitizzare, di confezionare l’origami a colori di un Dio che non c’è, un Dio qualunque. Giancarlo Dotto, da mitomane incallito, passa in rassegna un’epoca mitologica, quella che ha visto Maradona e Federer, Edberg e Jordan, e tutti quei nomi illustri che hanno narrato e sublimato le gesta di questi grandi atleti. Così si vedrà \u003cstrong\u003eCarmelo Bene \u003c\/strong\u003einginocchiato davanti alla televisione dopo una punizione al bacio di Platini, l’inquietudine di Foster Wallace per la finale degli Us Open che vide \u003cstrong\u003eFederer\u003c\/strong\u003e trionfare su Agassi nel 2005, lo stesso Dotto che, con una radiolina a transistor, ascolta la telecronaca di Paolo Valenti durante l’incontro di pugilato tra Griffith e Benvenuti.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cem\u003eIl Dio che non c’è\u003c\/em\u003e è una lunga confessione, ma anche un invito a non lasciarsi triturare dalla nullificante banalità del quotidiano, \u003cstrong\u003econsumatori spasmodici di uno sport ridotto a numeri\u003c\/strong\u003e, statistiche, prestazioni fisiche. E quindi un inno alla necessità di riscoprirsi mitomani, abili nel trasformare la materia grezza in estasi liquida con cui dissetarsi, a ingannare e a ingannarsi, anziché guardare lo spettacolo autistico di quella forza bruta di cui Nadal è solo l’esemplare più riuscito, «un soggetto privo di grazia – beninteso non di talento, del quale il ragazzo è certo dotato – che lui immagina di poter compensare con un’applicazione maniacale». E tuttavia lo sport qui è solo un pretesto, l’allegoria che rivela un fenomeno più ampio: il deficit mitologico che caratterizza la nostra società, per carenza di materia prima e crollo della domanda, per \u003cstrong\u003el’incapacità collettiva di riconoscere Dio o di inventarlo ex novo\u003c\/strong\u003e, quando non c’è.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e \u003c\/p\u003e","brand":"Giancarlo Dotto","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":60093249126686,"sku":"Dio che non c’è","price":16.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/1095\/7835\/4974\/files\/DOTTO.png?v=1790768108"},{"product_id":"potevo-fare-il-trequartista","title":"Potevo fare il trequartista","description":"\u003cp\u003eLuciano Bianciardi, come tutti i grandi giornalisti italiani del Novecento, ha dedicato parte della sua vita al mondo dello sport. Era l’inizio degli anni ’70 quando dalle colonne del «Guerin Sportivo» rispondeva alle domande dei lettori – tra cui Vittorio Gassman, Carmelo Bene e Gino Paoli – sulle questioni più disparate, dai ricordi paterni di Fulvio Bernardini al Cagliari di Gigi Riva, dalle polemiche di costume della settimana alle controversie politiche, avventurandosi in\u003cstrong\u003eimprobabili paralleli tra calciatori, scrittori e condottieri risorgimentali.\u003c\/strong\u003e A volte infatti capitava che si dibattesse di Garibaldi (guai a parlarne male) di Cavour e di Re Umberto II. Il tutto, ovviamente, con piglio bianciardiano, con toni scherzosi e dunque serissimi.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eGli articoli qui selezionati e sistemati per aree tematiche sono pezzi di letteratura popolare, altre volte di critica altissima, in ogni caso ci forniscono lo spaccato di un’Italia in cui\u003cstrong\u003e lo sport era ancora un rito collettivo, una liturgia sociale\u003c\/strong\u003e, lo specchio delle speranze e delle delusioni non solo della domenica pomeriggio: un fenomeno in grado di evadere dal perimetro del campo da gioco per diventare una metafora del mondo.\u003c\/p\u003e","brand":"Luciano Bianciardi","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":60093249159454,"sku":"Trequartista","price":14.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/1095\/7835\/4974\/files\/BIANCIA.png?v=1790768110"},{"product_id":"i-predatori","title":"I Predatori","description":"\u003cp\u003e«Questo è un film corale. Però, i personaggi che qui si accavallano e si sfiorano e a volte si conoscono, non lo sanno. Ognuno di loro è solo, perso in quel tratto di vita dove nessuno sembra capirti e dove tutto vorresti andasse dall’altra parte. Invertire il corso per vivere la propria speranza: è questa la loro battaglia. E quant’amore e noncuranza e forse anche ferocia serva per raggiungere i propri traguardi, lo scopriranno sulla loro pelle. D’altronde, essere felici, è un mestiere difficile. A volte, un mestiere da Predatori».\u003c\/p\u003e\n\u003ch5\u003eLa sceneggiatura dei \u003cem\u003ePredatori\u003c\/em\u003e, di Pietro Castellitto, con una sua prefazione inedita.\u003c\/h5\u003e","brand":"Pietro Castellitto","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":60093249192222,"sku":"Predatori","price":15.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/1095\/7835\/4974\/files\/PREDATORI-2.png?v=1790768112"},{"product_id":"discorsi-al-popolo","title":"Discorsi al popolo","description":"\u003cp\u003eDalle capanne di legno delle pianure de Los Ianos al fallito golpe del 1992, dalla Casa dei sogni azzurri alla Presidenza del Venezuela: \u003cstrong\u003eHugo Chavez è stato uno dei leader più influenti del Sud America\u003c\/strong\u003e, il protagonista della cosiddetta \u003cem\u003edecada dorada\u003c\/em\u003e che ha investito il continente, nonché uno dei maggiori artefici del socialismo del XXI secolo. Tradotti e raccolti per la prima volta in Italia, i suoi scritti e i suoi discorsi ce ne forniscono un ritratto complesso, contraddittorio, ma non per questo insincero. \u003cstrong\u003eIl tribuno populista e il leader internazionale\u003c\/strong\u003e, il Caudillo anti-imperialista e l’erede spirituale di Símon Bolívar e del suo sogno di unificazione latinoamericana, il rivoluzionario castrista e il fedele devoto, il mito e l’uomo: ecco i molteplici volti di Chavez che si alternano in queste pagine, ognuno dei quali ha contribuito a dare vita al Chavismo, un orientamento politico che ha trasformato radicalmente il Venezuela e il Sud America all’insegna della lotta alla povertà e all’analfabetismo, dei principi di autodeterminazione dei popoli, dei tentativi, più o meno riusciti, di coniugare \u003cstrong\u003eCristo, Marx e Bolívar\u003c\/strong\u003e, a cui si aggiungono le tendenze ecosocialiste, indigeniste, multiculturali, femministe e una capacità innata di stabilire un dialogo emotivo con il popolo, concepito sempre nella sua totalità, nella sua (immaginaria) purezza. 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