{"title":"Letteratura","description":null,"products":[{"product_id":"zobel","title":"Zobel","description":"\u003cp\u003e1961. Torre Bert, collina di Torino: i fratelli Judica Cordiglia, due giovanissimi radioamatori, dotati di apparecchiatura rudimentale e di una curiosità sconfinata, intercettano casualmente una radiofrequenza proveniente dallo spazio. Voci intrappolate in un purgatorio stellare, che si confessano, sospese nell’eternità. Tra queste, una in particolare spicca in mezzo alle altre. Narra del passato, di ambizioni di potere, di trame e segreti nella Germania di Hitler, ma anche del futuro: di quando, ventiquattro anni dopo, un uomo giungerà a Torino per uccidere un misterioso personaggio.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e1985. Tancredi è un sicario, un professionista affidabile. Non adopera armi, usa le mani. Il solito committente questa volta gli assegna un compito singolare: dalla sua tana svizzera deve recarsi in trasferta a Torino, per scovare e uccidere un uomo che porta il nome di Zobel. La missione deve essere finalizzata in ventiquattro ore, il giorno di ferragosto.\u003cstrong\u003e In questo noir metafisico, con un montaggio alternato tra passato e futuro, Federico Mosso ci scorta tra le vie assolate e torride di una Torino surreale e surrealista, come in un quadro di de Chirico, una città che è un labirinto di personaggi\u003c\/strong\u003e. Malavitosi, fantasmi sovietici, uomini-miraggio come Gustavo Rol e poi vecchi nazisti rinati sotto falso nome. Una caccia all’uomo anacronistica, fatta di illusioni ottiche e inganni, dove la strada della redenzione è lastricata di sangue, così come il bene è sempre imparentato al male.\u003c\/p\u003e","brand":"Federico Mosso","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":60093246243102,"sku":"GOG – Zobel","price":17.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/1095\/7835\/4974\/files\/ZOBEL.png?v=1790768021"},{"product_id":"non-ho-mai-imparato","title":"Non ho mai imparato","description":"\u003cp\u003eQuello di Hube è un racconto fotografico ambientato in una Roma trasfigurata, anti-metafisica, lontana sia dal centro gentrificato dai turisti che dalle periferie idealizzate, ma che si muove in una periferia più antropologica che geografica, quella di chi non ha mai imparato le regole del gioco, di chi non ha trasformato il ribellismo giovanile in posto fisso, di chi non ha ceduto ai ricatti del tempo, e non ha fatto delle sua arte uno svago per la borghesia annoiata o un’altra forma di moralismo. Icona nel mondo del bombing, Hube è diventato un frammento di linguaggio urbano, alla pari di “Forza Roma” o “Dio c’è”, segno anonimo e identitario insieme, ripetuto selvaggiamente, ossessivamente, fino a invadere tutto il paesaggio – cavalcavia, tangenziali, palazzi, pensiline, tram, autobus, biciclette e cassonetti. Non ho mai imparato è il manifesto visivo di questa storia di strada ventennale, con i suoi protagonisti impossibili, ultimi residui di quegli anni, i Novanta, dove scrivere il proprio nome sul muro era ancora un atto politico, di riappropriazione dello spazio metropolitano, di riconoscimento, e che oggi rinnova la sua sfida a chi, invece, ha deciso di imparare. Ma imparare a stare al mondo, se il mondo è ancora un posto orribile, non è la peggiore delle condanne?\u003c\/p\u003e","brand":"Hube","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":60093246308638,"sku":"NHMI_SCRITTA_NERA","price":49.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/1095\/7835\/4974\/files\/cope_3.webp?v=1790768024"},{"product_id":"scende-giu-per-toledo","title":"Scende giù per Toledo","description":"\u003cp\u003eIn una Napoli barocca e pulp, metafisica e puttana, si svolgono le vicende di Rosalinda Sprint – \u003ci\u003efemminiello \u003c\/i\u003epartenopeo di angelica impudicizia – eroicamente, ingenuamente a caccia d’amore nei bassifondi dell’animo umano. Insieme a lei, a esaudire le depravazioni cittadine, le sue compagne di strada e di vita, dagli improbabili e altisonanti soprannomi, sempre pronte a dispensare i loro peccaminosi consigli: Marlene Dietrich, Faccemmerda, Mariacallas, Rossicago, Maria Stuarda. È tra queste sagome umane, pittoresche epifanie dai contorni sbiaditi, tra le lenzuola ingiallite e le “architetture di escrementi che esaltano le basi dei rossi palazzi reali”, tra le grandi vie di Toledo e le strette di Montecalvario, che si svolge la favola sconcia di Rosalinda Sprint, tutta esuberanza, isterismo, caos e fame di vita, sangue e merda, pronta a soffrire qualsiasi umiliazione della carne e del cuore, fino a inseguire il suo amore impossibile sulle “bianche scogliere di Dover”, a Sud dell’Inghilterra, nel tentativo disperato di trovare una qualche redenzione. In questo romanzo di Patroni Griffi, dove a essere Sprint, oltre a Rosalinda, è soprattutto una scrittura nevrotica, ritmata da una punteggiatura che segue i battiti cardiaci convulsi della protagonista, i confini tra trasgressione e innocenza si impastano, forse anche grazie al dinamismo ancestrale di una città vocata a questo tipo di alchimie, non conoscendo la differenza tra santi e peccatori.\u003c\/p\u003e","brand":"Giuseppe Patroni Griffi","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":60093246898462,"sku":"Toledo","price":16.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/1095\/7835\/4974\/files\/TOLEDO_1.png?v=1790768051"},{"product_id":"instadrama","title":"Instadrama","description":"\u003cp\u003e\u003cem\u003eInstadrama\u003c\/em\u003e è il diario di un rapimento durato sette giorni. Quello messo in atto da un giovane scrittore di dubbio talento affetto da disturbi ossessivi compulsivi che, arrivato alla soglia dei trent’anni senza aver mai pubblicato un libro, costretto a lavori precari e sottopagati pur di mantenere la sua passione, si decide a commettere uno dei gesti più biechi che si possa immaginare: rapire un bambino. Non un bambino qualsiasi però, ma il figlio della coppia di influencer più seguiti d’Italia, idolatrata a livello planetario. Senza scopi etici, né politici, in maniera del tutto amatoriale e grottesca, questo scrittore delirante, la cui coscienza sembra essere stata violentata sia dalla letteratura che dalla televisione, da video consigliati su Youtube e carrellate di meme sui social, tiranneggiata da ansie e tic nervosi, spera di convertire i follower dei genitori nei suoi futuri lettori, convinto che la visibilità, più del talento, sia l’unico mezzo per arrivare al successo – in una società che ha fatto dell’attenzione degli utenti il suo nuovo Capitale. Un successo, però, che scoprirà essere raggiungibile solo a costo del proprio sprofondamento personale.\u003c\/p\u003e","brand":"C. Palis","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":60093247553822,"sku":"Instadrama","price":16.0,"currency_code":"EUR","in_stock":false}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/1095\/7835\/4974\/files\/instadrama.png?v=1790768058"},{"product_id":"guibert-amico-salvato-vita-aids-francia","title":"All’amico che non mi ha salvato la vita","description":"\u003cp\u003eQuando Hervé Guibert pubblica \u003cem\u003eAll’amico che non mi ha salvato la vita\u003c\/em\u003e, nel 1990, è ormai divorato dall’\u003cstrong\u003eAIDS\u003c\/strong\u003e, un male ancora mitologico, esotico, considerato alla stregua di una «roba che viene dall’Africa, malattia da stregoni, da ipnotizzatori». Il \u003cstrong\u003evirus\u003c\/strong\u003e ha messo il giovane scrittore di fronte a un bivio: scrivere il romanzo infinito e consegnare il suo dolore alla \u003cstrong\u003eletteratura francese\u003c\/strong\u003e, oppure ingerire due boccette di digitalina, abbandonandosi ad una morte “dolce” al costo di soli dieci franchi. Se l’amico \u003cstrong\u003eMichel Foucault\u003c\/strong\u003e, qui ritratto nell’alter ego Muzil, aveva scelto la via del silenzio, allontanandosi dai riflettori già qualche anno prima della morte, Hervé sceglie la via della testimonianza, che inevitabilmente è anche quella dello scandalo, e si cimenta nella stesura del suo romanzo infinito. Un diario intimo che spalanca le finestre sull’abisso della malattia, violando tutti i limiti del dicibile. Con uno stile iperrealista, confinante con la diagnosi, Guibert descrive il lento ma inarrestabile progredire dell’AIDS, \u003cstrong\u003eil disfarsi del suo volto angelico, dei suoi riccioli biondi e di quello sguardo magnetico che avevano incantato i salotti parigini\u003c\/strong\u003e, a cui segue il dissolversi di amori e amicizie, di promesse e di buone intenzioni degli amici più stretti. In questa solitudine Guibert scopre i tanti volti dell’AIDS, qualcosa di più di una semplice malattia, «uno stato di debolezza e di abbandono che apre la gabbia alla belva che risiede in noi». E allora ecco la rivelazione, il ritorno a una condizione primitiva, animalesca, l’estensione della lotta contro una malattia che assedia, ripiega, colonizza le battaglia. Infine la malattia nelle sue veste di esperienza profonda e singolare, poiché dando il tempo di morire, «dava alla morte il tempo di vivere, il tempo di scoprire il tempo e di scoprire infine la vita», \u003cstrong\u003ee quindi la malattia come occasione, l’ultima, per catturare un bagliore di verità nell’esistenza\u003c\/strong\u003e, come possibilità di eternarsi nella scrittura, esponendo il proprio cadavere sin dalle prime pagine.\u003c\/p\u003e","brand":"Hervé Guibert","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":60093247652126,"sku":"GUIBERT, all’amico","price":16.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/1095\/7835\/4974\/files\/nuovomock-1.png?v=1790768064"},{"product_id":"trafitto-da-una-rosa","title":"Trafitto da una rosa","description":"\u003cp\u003e«Il giorno in cui seppi dell’irruzione di Mishima nelle Forze di Autodifesa mi trovavo al Campus dell’Università di Tokyo. Ero uno studente del Dipartimento di Estetica ed Arte presso la Facoltà di Lettere. La notizia si diffuse quasi in presa diretta, ed io venni informato da un amico. Ricordo che in facoltà vennero sospese quasi tutte le lezioni pomeridiane, fatta eccezione per alcune; eravamo tutti sotto shock e noi studenti, insieme a qualche professore, intavolammo un dibattito. Ormai non ricordo quasi nulla di ciò che dicemmo, era tutto così sconvolgente e il trauma era così intenso che sembrava che il mondo fosse finito sottosopra». È il 25 novembre 1970, il giorno del \u003cem\u003eseppuku\u003c\/em\u003e, il suicidio rituale dei samurai, quello in cui Mishima si trafigge il ventre, come ultimo, estremo gesto. È anche il punto da cui ha origine la narrazione del professor Atsushi Tanigawa, che, in questo breve saggio, ripercorre l’opera di Yukio Mishima nelle sue infinite sfaccettature – la musica, la flora, il culto del corpo, le contaminazioni elleniche, quelle poetiche, da Rilke a Valéry –, la poliedrica potenza del vate giapponese le cui frecce hanno trapassato la superficie della letteratura, facendone emergere gli abissi, luminosi come un sole di morte.\u003c\/p\u003e","brand":"Atsushi Tanigawa","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":60093247979806,"sku":"Trafitto da una rosa","price":15.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/1095\/7835\/4974\/files\/MISHIMA.png?v=1790768075"},{"product_id":"i-calciatori-selvaggi","title":"I calciatori selvaggi","description":"\u003cp\u003eLong Seller, secondogenito di dio – dai microfoni di \u003cem\u003eRadio Haiti – International\u003c\/em\u003e – racconta la storia dei calciatori Selvaggi, la nazionale di ragazzini che si oppone agli Elisei \/Assoluti dei cyborg che dominano il mondo del calcio nel 2037. È l’ultima occasione. Ma no, sembra un libro di fantascienza e il lettore si spaventa. Troppo Terry Gilliam, troppo Asimov. No. Mondo 2037, il calcio è diventato una questione privata. Nooo, così il lettore immagina avvocati pronti a darsi battaglia per liberare i calciatori dalla schiavitù, pensa ai campi come ai giardini delle ville a Hollywood, invece bisogna far capire che il romanzo riflette la lezione di Bolaño e di Fontanarrosa. Scusa, fai meno: o Bolaño o Fontanarrosa o la loro fusione. Quindi Borges che disegna e palleggia? Non va bene; poi le donne non lo leggono, già c’è il calcio. Ma come, non si parla che di calcio femminile? Ce l’ho: \u003cem\u003eI calciatori selvaggi\u003c\/em\u003e, il primo romanzo con una fantasista, il dieci è donna, messicana, affascinante, maradoniana. Se vabbè, dritti nella paranoia: la tipica donna iperattiva che fa sentire i maschi in inferiorità numerica, il lettore ideale di questo libro si deprime e tornando a casa si iscrive a un corso di hockey parrocchiale, diventando un giallista. Allora, Maradona, mi gioco dio. Questo romanzo ha al centro il cuore di Maradona, che ha ripreso a battere a Città del Messico, ma viene rubato da tre agenti israeliani per ricattare il governo cinese che poi è il padrone nel mondo. Sembra un James Bond col pallone, e tagliamo fuori i critici. Ho capito. “I calciatori selvaggi” è un romanzo che si oppone a tutte le superleghe del presente e del futuro e. E stop, siamo nell’assolutismo, ci giochiamo i dubbiosi, i lettori moderati, ci vuole più delicatezza. \u003cem\u003eI calciatori selvaggi\u003c\/em\u003e è un romanzo divertente, forse, dove 11 figli della mezzanotte maradoniana – sì, l’autore cita Salman Rushdie – giocano la partita più importante della storia del calcio, chissà. Adesso siamo nell’accondiscendenza televisiva con manie e insicurezza da Woody Allen. Bisogna essere semplici, immediati, concreti. \u003cem\u003eI calciatori selvaggi\u003c\/em\u003e è un romanzo d’avventura con molta ironia sul calcio. Ecco.\u003c\/p\u003e","brand":"Marco Ciriello","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":60093248012574,"sku":"Calciatori Selvaggi","price":14.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/1095\/7835\/4974\/files\/CIRIELLO.png?v=1790768077"},{"product_id":"la-gana","title":"La Gana","description":"\u003cp\u003eQuando nel 1958 \u003cem\u003eLa Gana\u003c\/em\u003e è arrivato nella redazione della casa editrice Juillard, l’allora direttore Maurice Nadeau, dopo una prima lettura, disse di aver avuto gli incubi per diverse notti di seguito. Non si tratta di un libro, ma di un aborto, un testo disgustoso e raccapricciante – che tuttavia respira. L’editore se ne accorge e incarica Nadeau di compiere una serie di tagli al manoscritto, dove si è deciso di eliminare i passaggi impubblicabili lasciando al loro posto dei puntini di suggestione, più che di sospensione, e non sapremo mai quali ulteriori oscenità siano state omesse. Nel 1958 \u003cem\u003eLa Gana\u003c\/em\u003e è in libreria e l’anno successivo si aggiudica persino il prix de Mai (premio, seppur di vita breve, presieduto da Roland Barthes, Georges Bataille, Maurice Blanchot, tra gli altri). In Italia il romanzo vede la luce solo sei anni dopo, nel 1964, ma ha vita breve. La magistratura sequestra tutte le copie in circolazione per oltraggio al senso del pudore, e rinvia a giudizio lo scrittore, l’editore italiano, il traduttore e l’impaginatore. Dopo la consueta notorietà dovuta allo scandalo, il romanzo scivola nell’abisso. Oggi si fatica a trovarlo anche nelle librerie francesi. È il destino che si addice a un libro zampillante di volgarità, che ci chiede lo sforzo disumano di sopportare l’insopportabile: seguire passo passo il protagonista, un bambino di dieci anni che viene iniziato, nello squallido scantinato parigino in cui si trova costretto ad abitare con la famiglia, alla violenza e alla crudeltà della vita sessuale di chi conosce solo la miseria e non ha il tempo, né la voglia e gli strumenti, per sublimarla in qualcosa di più alto, finendo per trovare la verità del mondo nell’espletarsi delle più bieche funzioni organiche, nel riempire e svuotare buchi. In questo romanzo oltraggioso, che supera in oscenità anche i libri più degenerati di Miller e Sade, Jean Douassot si spinge dove nessun altro ha osato andare, né prima né dopo di lui. Tenta di insudiciare il candore dell’infanzia, per scoprire che, sorprendentemente, quella luce resiste anche al fango più nero.\u003c\/p\u003e","brand":"Jean Douassot","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":60093248078110,"sku":"Gana","price":19.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/1095\/7835\/4974\/files\/LAGANA.png?v=1790768080"},{"product_id":"aurelien","title":"Aurélien","description":"\u003cp\u003eA cavallo fra le due guerre una generazione dimenticata e ribelle fatica a trovare la propria identità. Aurélien Leurtillois, reduce dalle trincee, da cui rimane inevitabilmente tormentato, rientra a Parigi nelle vesti di giovane rentier, e vive sulla sua pelle tutte le gioie e le angosce di questa affannosa ricerca, calcando il palcoscenico surrealista dei folli anni Venti, magistralmente allestito da Louis Aragon e popolato da veterani, poeti, pittori, epicurei, uomini d’affari, soldati americani e donne viziose… Eroe borghese, seduttore indolente, affetto da una versione inedita di quel \u003ci\u003emal du siècle \u003c\/i\u003eche aveva contagiato tutta la letteratura francese, Aurélien viene travolto, quasi controvoglia, da un amore divorante per l’inafferrabile Berenice, giovane donna di provincia dal discutibile buongusto. Quello di Aragon è un romanzo che vive di sottili equilibri e irriducibili dualismi – città e provincia, evasione e fedeltà, amore e matrimonio, la continua tensione fra il mondo reale e quello, forse ancora più reale per i surrealisti, dei sogni deformati – mostrando un certo disgusto per il materialismo del mondo moderno. Pubblicato nel 1944 e tradotto oggi per la prima volta in Italia, \u003ci\u003eAurélien \u003c\/i\u003eci consegna lo spettacolo di una Francia perduta, sia cronologicamente che esistenzialmente, dove la vita interiore delle emozioni, delle menzogne e delle illusioni ha la meglio su qualsiasi realismo, come se l’esistenza non fosse altro che un intervallo tra un’ombra di seduzione e un’altra, il tentativo di galleggiare al confine di un desiderio che conviene più contemplare che non realizzare, così come inventarsi un amore è sempre meglio di viverlo.\u003c\/p\u003e","brand":"Louis Aragon","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":60093248307486,"sku":"Aurélien","price":25.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/1095\/7835\/4974\/files\/AURELIEN.png?v=1790768084"},{"product_id":"stroncature","title":"Stroncature","description":"\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eMarchette, recensioni pilotate, lisciate di pelo\u003c\/strong\u003e: il giornalismo culturale ha messo al bando uno dei suoi generi più audaci, la stroncatura. Non più duelli, dunque, ma pranzi di gala, passerelle su carta stampata dove persino, anzi soprattutto i più mediocri tra gli scrittori (che della conventicola letteraria fanno parte), ricevono gli omaggi della critica. Da diversi anni e da diverse testate, Davide Brullo, un poeta prestato al giornalismo,\u003cstrong\u003e ha riportato in auge l’arte della stroncatura\u003c\/strong\u003e e ha messo a soqquadro il banchetto – come Rimbaud ha avuto l’impudenza di orinare tra i tavoli senza badare ai papi della letteratura, ai mandarini e ai duci dell’editoria, sfregiando gli intoccabili. Quest’antologia delle sue stroncature non solo smaschera \u003cstrong\u003eil peggio della nostra cultura contemporanea\u003c\/strong\u003e, da Baricco a Scalfari, dalla Murgia a Saviano, da Augias alla Ferrante e molti altri, ma mette a nudo tutta una cattiva tradizione italiana fatta di \u003cstrong\u003eimprovvisazione, parvenuismo, dilettantismo\u003c\/strong\u003e. Osteggiato, oltraggiato, Brullo paga con l’allontanamento dai giornali la sua anarchia culturale: «Ogni stroncatura è sempre l’ultima – quella che può stroncarti la carriera. Altrimenti, è un gioco. E l’arte di stroncare non è un gioco – è teatro. \u003cstrong\u003eCioè, il luogo dove si muore per davvero, pubblicamente». \u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Davide Brullo","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":60093249487134,"sku":"GOG-Stroncature","price":12.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/1095\/7835\/4974\/files\/BRULLO-1.png?v=1790768125"},{"product_id":"romanzo-con-cocaina","title":"Romanzo con cocaina","description":"\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eParigi, 1934\u003c\/strong\u003e. Nella redazione della rivista «Čisla» arriva un plico contenente un manoscritto. \u003cem\u003eRomanzo con cocaina\u003c\/em\u003e è il titolo. L’autore si firma M. Ageev, senza aggiungere altro. \u003cstrong\u003eEcco la genesi misteriosa di questo capolavoro venuto dal nulla\u003c\/strong\u003e, pubblicato prima a puntate dalla rivista a cui fu destinato e poi in versione integrale dall’editore francese Belfond nel 1983, senza particolare clamore. Stando a quanto riportato dalla curatrice della versione francese, Lydia Chweitzer, Ageev era ebreo e aveva lasciato la Russia dopo la rivoluzione d’Ottobre. Molti lettori, poi smentiti dal celebre scrittore, attribuirono l’opera ad un giovane Nabokov sotto pseudonimo. Ma la realtà è che non abbiamo alcuna informazione certa su M. Ageev, e il suo \u003cstrong\u003e\u003cem\u003eRomanzo con cocaina\u003c\/em\u003e rimane uno dei più grandi e allo stesso tempo misconosciuti enigmi della letteratura contemporanea.\u003c\/strong\u003e Il pellegrinaggio esistenziale del giovane protagonista Vadim, votato all’autodistruzione a causa di una morbosa sensibilità, capace di pensare il bene ma di attuare solo il male, è un viaggio senza possibilità di redenzione. Figlio ingrato, pessimo amico, abietto e goffo seduttore, cocainomane allucinato,\u003cstrong\u003e Vadim è alla ricerca del suo introvabile paradiso artificiale\u003c\/strong\u003e, e questa ricerca, sin dalle prime pagine, prende le sembianze di una caduta. Una Mosca innevata, poco prima della Rivoluzione, fa da sfondo suggestivo alla storia.\u003cbr\u003e\nVero e proprio libro-culto, romanzo di “dissoluzione” più che di formazione, quello lasciatoci da Ageev è, come dirà lo stesso Belfond, \u003cstrong\u003e«un incubo messo in scena da un genio».\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"M. Ageev","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":60093249814814,"sku":"GOG-Romanzo con Cocaina","price":15.2,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/1095\/7835\/4974\/files\/RCC.png?v=1790768130"},{"product_id":"chiudiamo-le-scuole-di-scrittura-creativa","title":"Chiudiamo le scuole di scrittura creativa!","description":"\u003cp\u003eStendhal, per scrivere \u003ci\u003eLa Certosa di Parma\u003c\/i\u003e, trovò l’ispirazione nella lettura del Codice civile, \u003cstrong\u003eGadda prese a modello lo stile di uno spedizioniere marittimo\u003c\/strong\u003e, Franz Kafka scrisse sempre con ferocia, dove gli capitava, come gli capitava, senza il complesso dell’editing. \u003cstrong\u003eNessun grande scrittore ha mai frequentato una scuola di \u003ci\u003ecreative writing\u003c\/i\u003e\u003c\/strong\u003e, né ha mai seguito regole precise, forse perché \u003cstrong\u003ela letteratura non è una catena di montaggio fordista\u003c\/strong\u003e, ma è invece il regno dell’ignoto, di \u003cstrong\u003euna virgola che manda all’aria un’esistenza\u003c\/strong\u003e. Scrivere, insomma, non è un esercizio pacifico o metodico, ma equivale, come dice Rimbaud, a «rendere l’anima mostruosa», a «crepare nel balzo attraverso le cose inaudite e innominabili». E allora cosa aspettiamo a chiudere queste scuole dove si può imparare tutto, \u003cstrong\u003etranne l’originalità, il talento, lo stile\u003c\/strong\u003e? Squillaci, con questo breve e appassionato saggio, esorta l’aspirante scrittore a guardare altrove, anche a rinunciare al suo sogno se necessario, sicuramente ad abbandonare la catena di montaggio della \u003cstrong\u003enarrativa di consumo. \u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Alfio Squillaci","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":60093249880350,"sku":"Chiudiamo le scuole di sc","price":12.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/1095\/7835\/4974\/files\/ALFIO.png?v=1790768134"},{"product_id":"alla-mia-patria-ovunque-essa-sia","title":"Alla mia patria ovunque essa sia","description":"\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eLa modernità ci vuole tutti sradicati\u003c\/strong\u003e: occorre non avere radici né tradizioni né famiglia per essere i perfetti consumatori compulsivi delle metropoli. La soluzione, però, non è il revival del nazionalismo, \u003cstrong\u003eargine ingannevole alle derive della globalizzazione\u003c\/strong\u003e. Questa vuota retorica è solo una costruzione immaginaria obsoleta, \u003cstrong\u003eun’invenzione “scadente”\u003c\/strong\u003e, strumentale, imposta dall’alto per capitalizzare politicamente il \u003cstrong\u003emalumore diffuso\u003c\/strong\u003e. È necessario invece, come insegnano Svevo e Pavese, Pasolini e Levi (scrittori italiani universali proprio in quanto “provinciali”) tornare alle piccole \u003cstrong\u003epatrie interiori\u003c\/strong\u003e, patrie d’elezione individuali e perciò collettive: perché le uniche radici – multiple e celesti – sono quelle che ognuno decide di avere, le patrie vere sono solo quelle \u003cstrong\u003eimmaginarie\u003c\/strong\u003e, e prima di essere difese, vanno conosciute e interiorizzate.\u003c\/p\u003e","brand":"Filippo La Porta","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":60093250011422,"sku":"GOG-Patria","price":10.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/1095\/7835\/4974\/files\/LAPORTA-1.png?v=1790768139"},{"product_id":"limpostura","title":"L’Impostura","description":"\u003cp\u003e\u003ci\u003eL’Impostura \u003c\/i\u003enon è soltanto la vicenda individuale di un prete, l’Abate Cénabre, che si accorge di aver perso la fede, o meglio, di non averla mai posseduta, ma è \u003cstrong\u003ela storia della crisi spirituale che travaglia un’intera epoca\u003c\/strong\u003e. Cénabre, illustre studioso della vita dei Santi, gode di ottima fama presso il clero parigino. Grazie a una ferrea disciplina e a un gusto prodigioso per la menzogna, è riuscito a tenere nascosto alla sua coscienza ciò che non poteva ammettere fin dai tempi del seminario: \u003cstrong\u003eil fatto di non aver mai creduto in Dio\u003c\/strong\u003e. Una tranquilla notte d’estate, però, si rende conto dell’impostura, fino a \u003cstrong\u003etentare il suicidio\u003c\/strong\u003e. Bernanos mette così in scena uno degli eventi più scandalosi apparsi nella letteratura francese: la disperata presa di coscienza del \u003cstrong\u003eposto vuoto\u003c\/strong\u003e che Dio ha lasciato nel cuore dell’uomo, ora occupato dal Diavolo, che recita al suo posto. L’anima di Cénabre diventa il teatro di questo scontro muto, mentre sfilano sullo sfondo gli altri personaggi, come \u003cstrong\u003efantasmi rinchiusi in se stessi\u003c\/strong\u003e in cerca di un’impossibile assoluzione, supplicanti un \u003cstrong\u003eDio ormai evaso\u003c\/strong\u003e. Bernanos si rivela un grande narratore delle tenebre della fede e riesce a ridurre un solo uomo a “inferno totale”. Cénabre è l’uomo moderno, e nel suo travaglio si può leggere il \u003cstrong\u003edestino di un Occidente svuotato di senso\u003c\/strong\u003e: come convivere con questo orribile segreto ormai svelato, se non abbandonandosi alla \u003cstrong\u003edisperazione\u003c\/strong\u003e?\u003c\/p\u003e","brand":"Georges Bernanos","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":60093250175262,"sku":"GOG-L’impostura","price":15.2,"currency_code":"EUR","in_stock":false}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/1095\/7835\/4974\/files\/BERNANOS.png?v=1790768144"},{"product_id":"il-tramonto-dei-lumi","title":"Il tramonto dei Lumi","description":"\u003cp\u003eDimenticatevi la Francia di \u003cstrong\u003eDiderot e D’Alembert\u003c\/strong\u003e, la Francia culla dell’\u003cstrong\u003eIlluminismo\u003c\/strong\u003e, patria di \u003cstrong\u003eCartesio\u003c\/strong\u003e e di \u003cstrong\u003eVoltaire\u003c\/strong\u003e, laboratorio delle ossessioni positiviste di \u003cstrong\u003eAuguste Comte\u003c\/strong\u003e. Da queste pagine si ottiene una vista panoramica su un’altra letteratura francese, che dalle \u003cem\u003eMemorie d’oltretomba\u003c\/em\u003e di \u003cstrong\u003eChateaubriand arriva fino ai romanzieri e ai poeti contemporanei\u003c\/strong\u003e. Una Francia che a Cartesio ha preferito \u003cstrong\u003ePascal\u003c\/strong\u003e, al dubbio il salto nell’infinito, al moralismo di Zadig il riso di Gargantua. Una Francia che ha dettato i canoni realisti del romanzo moderno e poi li ha sconfessati con \u003cstrong\u003eMarcel Proust\u003c\/strong\u003e. È la Francia onirica e surrealista di \u003cstrong\u003eBreton e Valéry\u003c\/strong\u003e, assenzio ed esotismo di \u003cstrong\u003eBaudelaire\u003c\/strong\u003e. Una Francia arguta con \u003cstrong\u003eBergson\u003c\/strong\u003e, eroica con \u003cstrong\u003eBernanos\u003c\/strong\u003e, brillante con \u003cstrong\u003eCocteau\u003c\/strong\u003e, trasgressiva con \u003cstrong\u003eGide\u003c\/strong\u003e. Aggrappata ai miti illuministi con i suoi intellettuali impegnati, e poi pronta a dissacrarli con i suoi “mostri sacri”, tra i quali gli \u003cstrong\u003einfrequentabili Brasillach, Céline e Drieu La Rochelle\u003c\/strong\u003e. Umile e provinciale con Alain-Fournier, cattolica e reazionaria con Claudel, snob e vanitosa con gli scrittori parigini che bivaccano al caffè dei Deux Magots, sofferente e stoica con \u003cstrong\u003eCamus\u003c\/strong\u003e, comunista e engagé con \u003cstrong\u003eSartre\u003c\/strong\u003e, fascista e insolente con \u003cstrong\u003eNimier\u003c\/strong\u003e, femminista e polemica con \u003cstrong\u003eSimone de Beauvoir\u003c\/strong\u003e, metafisica e spirituale con \u003cstrong\u003eGilson, Marcel e Maritain\u003c\/strong\u003e, mentre balla al ritmo del jazz con lo scanzonato \u003cstrong\u003eBoris Vian\u003c\/strong\u003e. La Francia della “Nouvelle vague”, del “Nouveau roman” e del \u003cstrong\u003epostmoderno\u003c\/strong\u003e; che porta pur sempre sulle spalle il peso della sua civiltà plurisecolare. Peso riassunto malinconicamente in un verso di Mallarmé, che potrebbe pronunciare oggi il protagonista di \u003cem\u003eSottomissione\u003c\/em\u003e di Houellebecq: \u003cstrong\u003e«La carne è triste, ahimè! E ho letto tutti i libri».\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Andrea Vannicelli","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":60093250502942,"sku":"GOG Tramonto dei Lumi","price":17.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/1095\/7835\/4974\/files\/TRAMONTO-2.png?v=1790768163"}],"url":"https:\/\/www.gogedizioni.it\/collections\/tema-letteratura.oembed","provider":"Gog edizioni","version":"1.0","type":"link"}