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Chiudiamo le scuole di scrittura creativa!

Perché la letteratura non è una catena di montaggio

12.00 11.40

994 disponibili

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Disponibile dal 11 giugno 2020

A partire da 60 euro di acquisto, spese di spedizione gratuite

Perché la letteratura non è una catena di montaggio

Di

Alfio Squillaci

Indice
Prefazione

«Metodo: non serve a nulla».
Gustave Flaubert, Dizionario dei luoghi comuni

Stendhal, per scrivere La Certosa di Parma, trovò l’ispirazione nella lettura del Codice civile, Gadda prese a modello lo stile di uno spedizioniere marittimo, Franz Kafka scrisse sempre con ferocia, dove gli capitava, come gli capitava, senza il complesso dell’editing. Nessun grande scrittore ha mai frequentato una scuola di creative writing, né ha mai seguito regole precise, forse perché la letteratura non è una catena di montaggio fordista, ma è invece il regno dell’ignoto, di una virgola che manda all’aria un’esistenza. Scrivere, insomma, non è un esercizio pacifico o metodico, ma equivale, come dice Rimbaud, a «rendere l’anima mostruosa», a «crepare nel balzo attraverso le cose inaudite e innominabili». E allora cosa aspettiamo a chiudere queste scuole dove si può imparare tutto, tranne l’originalità, il talento, lo stile? Squillaci, con questo breve e appassionato saggio, esorta l’aspirante scrittore a guardare altrove, anche a rinunciare al suo sogno se necessario, sicuramente ad abbandonare la catena di montaggio della narrativa di consumo. 

pagine:110
anno:2020

Classe ’55, Alfio Squillaci è laureato in Filosofia. Ha collaborato alle pagine culturali di “Avvenimenti”, “La Provincia di Sondrio”, “Il Riformista”, “Linkiesta”, “Lettera 43”, “Gli Stati Generali”. Dal febbraio del 2000 impagina e cura in rete la rivista “La Frusta Letteraria” (www.lafrusta.net) e la omonima pagina su Facebook. Siciliano, vive da oltre quarant’anni a Milano.