Il Bestiario – n°12

La vita lenta

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La vita lenta

Sconvolgendo il nostro modo di vivere, e imponendo un nuovo tipo di educazione alla realtà, al tempo, allo spazio, e alle cose che ci circondano, un’educazione più intima che pedagogica o funzionale, la pandemia ha ridefinito gli orizzonti e i confini del nostro vivere, e ora sappiamo che il mondo che il nostro cuore governa e da cui è governato è piccolo, finito e sempre incerto: gli amici più stretti, le persone care, la nostra routine, gli oggetti che costellano il nostro museo domestico, il luogo che abitiamo, la terra a cui apparteniamo (senza diritto di recesso). Ecco tutto ciò a cui possiamo essere fedeli nell’immediato. Perciò non ci resta che setacciare lentamente il campo che abbiamo a disposizione, e cogliere l’essenziale: quel campo diventerà per noi un universo da esplorare, si dilaterà interiormente. Perché chi vive con lentezza non si perde niente, anzi siamo certi che è l’unico in grado di stupirsi, di meravigliarsi del già visto, di ri-conoscere ogni giorno il suo mondo e farlo nuovo.

II / L’editoriale di Andrea Chinappi e Lorenzo Vitelli / Appello ai lettori / foto di Luciano Ferrara

III / Gazzetta ufficiosa di Carlotta Maria Correra / Chi (non) si ferma è perduto di Luca Giannelli

IV / Lampi di Federico Mosso / La vita lenta di Francesco Cristiano / Cronache dell’altro mondo di Andrea Chinappi

V / A dove correre è la palla di Niccolò Maria De Vincenti / Ode all’SMS  di Vittorio Ray / Le maschere  di Lorenzo Vitelli

VI e VII/ Il gioco dell’Oca del Bestiario

VIII / Cronaca nera di Andrea Chinappi / Dietetica dell’ozio di Stenio Solinas / foto di Luciano Ferrara

IX /Il Mito dell’Occidente / I trangugiatori di pellicole di Alessandro Fiesoli / Nel sonno incerto poesia di Sandro Penna

X / Il tempo di una vita. Chiara Vigo, l’ultimo maestro di bisso di Alessio Mulas

XI /Piccola nota sull’andare a spasso di Andrea Chinappi / Un riposo veloce racconto di Carlotta Maria Correra

Il Bestiario degli italiani è una rivista trimestrale di approfondimento culturale, unica nel suo genere per contenuti, formato, grafica e argomenti. Certamente, nasce in un momento difficile per le riviste cartacee, difficoltà che però è connaturata alla rivista stessa in quanto lo scopo che il Bestiario persegue è proporre un modo nuovo di interpretare la realtà, fornendo al lettore un punto di vista mai banale. Infatti ogni numero della rivista si concentra su un argomento che viene sviscerato attraverso articoli, rubriche, racconti, saggi brevi, poesie, illustrazioni d’autore e fotografie – con il contributo di grandi firme del giornalismo e della narrativa contemporanea. In un momento storico dove la lettura e la concentrazione sono messi a repentaglio, il Bestiario utilizza un formato più grande del normale lenzuolo, per una lettura muscolare, immersiva e scomoda. È un prodotto artigianale, unico, che conta centinaia di abbonati e lettori fidelizzati in tutto lo stivale.

Nel solco delle riviste del primo Novecento italiano – quali “L’Italiano” di Longanesi o “Il selvaggio” di Maccari – un punto tematico della rivista è quello di raccontare il genio dell’Italia profonda, quella popolare, contadina, anarchica, conservatrice, campanilista, medievale, rurale, anticonformista, oziosa, artigiana: indaga la provincia senza essere provinciale, racconta del paese ma senza grettezza, analizza la metropoli cercandola nei suoi paradossi e cortocircuiti. In più, il Bestiario, in linea con la grande tradizione editoriale, è l’unica rivista in Italia che da spazio a giovani autori, pubblicando sulle sue colonne i capitoli di romanzi in cerca di editore – traguardo raggiunto da un nostro autore che quest’anno vedrà la pubblicazione del suo romanzo da parte di una grande casa editrice italiana.

Bibliografia: