Il Bestiario – n°13

L'Estate italiana

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L'Estate italiana

È finita l’epoca delle città deserte, come la Roma ferragostana immortala da Dino Risi nel «Sorpasso», è finita l’epoca d’oro della costiera romagnola, come quella frenetica della Capannina di Forte dei Marmi, quella della Capri di Moravia e Malaparte o dell’Isola di Arturo, la Procida di Elsa Morante, quella dell’estate romana, rigorosamente in Vespa, alla Audrey Hepburn e Gregory Peck, è finita l’estate delle “mille bolle blu”, del boom, quella ruggente, degli imprenditori con l’alfa decapottabile, ma anche quella nazional-popolare lunga tre mesi, delle mete sempre uguali, delle file ai caselli, dei pranzi al sacco, delle foreste di ombrelloni. Ma non c’è da disperare. Avremo sempre la nostra estate italiana.

INDICE

In copertina: Il tuffo di Mario Damiano
II / L’editoriale di Lorenzo Vitelli / foto di Luciano Ferrara / Gigi Rizzi, le grand séducteur di Mauro Zanon
III / Auspici per l’estate di LV / Angosto di Vittorio Ray / I fari non parlano più di Alessio Mulas
IV / Mediterraneo, l’ombelico del mondo di Stenio Solinas / foto di Luciano Ferrara / Breve vademecum per viaggiare quest’estate di Andrej Chinappi
V / Giaguari a Riccione di Davide Brullo / La lunga estate calda della politica italiana di Luca Giannelli / Il mito dell’Occidente
VI e VII/ Per superare la prova costume
VIII / Non solo Sapore di mare di Alessandro Fiesoli / Viva gli ecomostri di Samuel Cima / Bastiancontrario di Sebastiano Caputo
IX / Lampi di Federico Mosso / Il pallone degli italiani di Niccolò de Vincenti / Estate coast to coast di Alessio Mulas
X / Scostumanze. Alicudi Psichedelica di Francesco Cristiano / Itinerario per escursione a cura della Filibusta Pontina e mappa di Urbe / Il Vizietto di Davide Bartoccini
XI / Tipi da spiaggia di Andrej Chinappi e Carlotta Maria Correra

Il Bestiario degli italiani è una rivista trimestrale di approfondimento culturale, unica nel suo genere per contenuti, formato, grafica e argomenti. Certamente, nasce in un momento difficile per le riviste cartacee, difficoltà che però è connaturata alla rivista stessa in quanto lo scopo che il Bestiario persegue è proporre un modo nuovo di interpretare la realtà, fornendo al lettore un punto di vista mai banale. Infatti ogni numero della rivista si concentra su un argomento che viene sviscerato attraverso articoli, rubriche, racconti, saggi brevi, poesie, illustrazioni d’autore e fotografie – con il contributo di grandi firme del giornalismo e della narrativa contemporanea. In un momento storico dove la lettura e la concentrazione sono messi a repentaglio, il Bestiario utilizza un formato più grande del normale lenzuolo, per una lettura muscolare, immersiva e scomoda. È un prodotto artigianale, unico, che conta centinaia di abbonati e lettori fidelizzati in tutto lo stivale.

Nel solco delle riviste del primo Novecento italiano – quali “L’Italiano” di Longanesi o “Il selvaggio” di Maccari – un punto tematico della rivista è quello di raccontare il genio dell’Italia profonda, quella popolare, contadina, anarchica, conservatrice, campanilista, medievale, rurale, anticonformista, oziosa, artigiana: indaga la provincia senza essere provinciale, racconta del paese ma senza grettezza, analizza la metropoli cercandola nei suoi paradossi e cortocircuiti. In più, il Bestiario, in linea con la grande tradizione editoriale, è l’unica rivista in Italia che da spazio a giovani autori, pubblicando sulle sue colonne i capitoli di romanzi in cerca di editore – traguardo raggiunto da un nostro autore che quest’anno vedrà la pubblicazione del suo romanzo da parte di una grande casa editrice italiana.

Bibliografia: