Il bestiario – n°4

Di provincia e di città

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Di provincia e di città

Quanto sei provinciale! Non facciamo i provinciali! L’Italia è la provincia del mondo! La definizione è tagliente come un coltello giapponese, il ghetto semantico una prigione mentale da cui è difficile evadere. E allora via a mode da importare, letterature esotiche e cinematografie metafisiche, a subculture difficili da digerire ma fondamentali per guardarsi allo specchio senza dover fare una smorfia, e per sentirsi, finalmente, al passo con i tempi. Eppure, c’è da dire che mentre si registra un esodo sistematico dei giovani dalla provincia verso i grandi centri urbani, l’insostenibilità della vita metropolitana sta portando i cittadini a guardare alla provincia come ad un eden ritrovato. Ecco che la provincia e la città si scrutano a vicenda, si amano e si odiano.

I e XII / L’editoriale di Lorenzo Vitelli e Andrea Chinappi  
II / Caleidoscopica Napoli di Mario Manna / Le Maschere  di Lorenzo Vitelli
III /Il campanile e la lotta di classe di Antonio Martino /La buona moglie di Renato F. Rallo
IV / Il senso della provincia (per il potere) di Luca Giannelli
V / Ode su un’urna palermitana di Sebastiano Caputo / Cronaca nera di Andrea Chinappi / Verità di un complice impostore: il cumènda di Davide Bartoccini
VI e VII / Cadaveri eccellenti: Leo Longanesi di Valerio Alberto Menga
VIII/ Non luoghi di confine di Angelo Crespi / Surrogati peri-urbani di Benedetta Scotti
IX / Viaggio al termine dell’Italia di Ippolito Emanuele Pingitore
X / La bona scola di Carlotta Maria Correra / Bastiancontrario di Sebastiano Caputo
XI / Le avventure di Mercuzio di Daniel Albizzati

Il Bestiario degli italiani è una rivista trimestrale di approfondimento culturale, unica nel suo genere per contenuti, formato, grafica e argomenti. Certamente, nasce in un momento difficile per le riviste cartacee, difficoltà che però è connaturata alla rivista stessa in quanto lo scopo che il Bestiario persegue è proporre un modo nuovo di interpretare la realtà, fornendo al lettore un punto di vista mai banale. Infatti ogni numero della rivista si concentra su un argomento che viene sviscerato attraverso articoli, rubriche, racconti, saggi brevi, poesie, illustrazioni d’autore e fotografie – con il contributo di grandi firme del giornalismo e della narrativa contemporanea. In un momento storico dove la lettura e la concentrazione sono messi a repentaglio, il Bestiario utilizza un formato più grande del normale lenzuolo, per una lettura muscolare, immersiva e scomoda. È un prodotto artigianale, unico, che conta centinaia di abbonati e lettori fidelizzati in tutto lo stivale.

Nel solco delle riviste del primo Novecento italiano – quali “L’Italiano” di Longanesi o “Il selvaggio” di Maccari – un punto tematico della rivista è quello di raccontare il genio dell’Italia profonda, quella popolare, contadina, anarchica, conservatrice, campanilista, medievale, rurale, anticonformista, oziosa, artigiana: indaga la provincia senza essere provinciale, racconta del paese ma senza grettezza, analizza la metropoli cercandola nei suoi paradossi e cortocircuiti. In più, il Bestiario, in linea con la grande tradizione editoriale, è l’unica rivista in Italia che da spazio a giovani autori, pubblicando sulle sue colonne i capitoli di romanzi in cerca di editore – traguardo raggiunto da un nostro autore che quest’anno vedrà la pubblicazione del suo romanzo da parte di una grande casa editrice italiana.

Bibliografia: