Il bestiario – n°5

Il trash

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Il trash

Il trash, o la cultura bassa, contamina trasversalmente ogni fenomeno culturale, dall’arte, al cinema e all’architettura, fino al suo medium prediletto – la TV – e i nuovi mezzi di comunicazione. Il trash merita una redenzione? È una forza genuina e liberatrice rispetto al perbenismo moralista, oppure è solo la degenerazione consumistica del post-capitalismo? È la vittoria del gusto popolare o è il sintomo di una corruzione della cultura?

In copertina: “La reggia del trash” di Mario Damiano

II e XII/ L’editoriale di Lorenzo Vitelli e Andrea Chinappi

II/ Dal nazional-popolare al trash gobale di Nicola Ventura

III/ Una storia kitsch, ma anche un po’ trash di Luca Giannelli

IV/ Cadaveri eccellenti: Tommaso Labranca di Valerio Alberto Menga

V/ Il vizietto di Carlotta M. Correra e Davide Bartoccini / Il sacro e il popolare di Ippolito Emanuele Pingitore

VI/ Il declino dell’italian jet-set di Davide Bartoccini / Intervista a Luciano di Bacco

VII/ Giovanotti vi odio di Andrea Chinappi/ Selfie de-generation di Mario de Fazio / Cronaca nera di Andrea Chinappi / Coatto dove sei? di Renato Rallo

VIII/ Canzone cercala se vuoi di Mario Manna / Kitsch d’avanguardia di Angelo Crespi

IX/ Trash Trump o potere spazzatura di Luca Giannelli / Molto semplice di Renato Rallo

X/ Le avventure di Mercuzio di Daniel Albizzati /

XI/ Supermenne di Carlotta M. Correra / Bastiancontrario di Sebastiano Caputo

Illustrazioni di Mario Damiano e Giorgia Visan

Il Bestiario degli italiani è una rivista trimestrale di approfondimento culturale, unica nel suo genere per contenuti, formato, grafica e argomenti. Certamente, nasce in un momento difficile per le riviste cartacee, difficoltà che però è connaturata alla rivista stessa in quanto lo scopo che il Bestiario persegue è proporre un modo nuovo di interpretare la realtà, fornendo al lettore un punto di vista mai banale. Infatti ogni numero della rivista si concentra su un argomento che viene sviscerato attraverso articoli, rubriche, racconti, saggi brevi, poesie, illustrazioni d’autore e fotografie – con il contributo di grandi firme del giornalismo e della narrativa contemporanea. In un momento storico dove la lettura e la concentrazione sono messi a repentaglio, il Bestiario utilizza un formato più grande del normale lenzuolo, per una lettura muscolare, immersiva e scomoda. È un prodotto artigianale, unico, che conta centinaia di abbonati e lettori fidelizzati in tutto lo stivale.

Nel solco delle riviste del primo Novecento italiano – quali “L’Italiano” di Longanesi o “Il selvaggio” di Maccari – un punto tematico della rivista è quello di raccontare il genio dell’Italia profonda, quella popolare, contadina, anarchica, conservatrice, campanilista, medievale, rurale, anticonformista, oziosa, artigiana: indaga la provincia senza essere provinciale, racconta del paese ma senza grettezza, analizza la metropoli cercandola nei suoi paradossi e cortocircuiti. In più, il Bestiario, in linea con la grande tradizione editoriale, è l’unica rivista in Italia che da spazio a giovani autori, pubblicando sulle sue colonne i capitoli di romanzi in cerca di editore – traguardo raggiunto da un nostro autore che quest’anno vedrà la pubblicazione del suo romanzo da parte di una grande casa editrice italiana.

Bibliografia: