Il Bestiario – n°6

La madre

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La madre

L’editore Giulio Bollati nel suo saggio intitolato « L’Italiano » del 1972 constatava quanto « sterminata » dovesse essere « la biblioteca che ospitasse tutte le immagini dell’italiano elaborate nel corso dei secoli ». Tra le tante su cui il Bestiario nei numeri precedenti non ha mancato di porre l’accento, quella dell’italiano mammone occuperebbe un posto privilegiato nell’immenso regno bibliografico di cui parla Bollati. L’italiano, si sa e si dice, è affetto da mammismo – o complesso maternalistico. Ma chi è la vittima e chi il carnefice di questo carattere italico profondamente radicato nell’immaginario comune? È il figlio e la sua indolenza o sono piuttosto le madri ad essere la causa di questo attaccamento viscerale al nido materno, schernito da viaggiatori stranieri e confermato d’altronde da artisti nostrani da ormai più di due secoli?  Una cosa è certa. La madre, e la maternità, oggi è stretta in una duplice morsa: da un lato rischia di cadere nell’appropriazione psicologica del figlio, assecondandolo nei vizi e nelle comodità, incatenandolo al nido natale sterilizzato nelle ambizioni personali mentre dall’altro vede il figlio come un ostacolo alla donna, causa spesso del divorzio post-parto o della propria morte “sessuale” e dunque indifferente, inaffidabile, irresponsabile, “liberata” dal peso della filiazione.

In copertina: “L’origine del mondo” di Mario Damiano

II / L’Editoriale di Andrea Chinappi

III / Fenomenologia del mammone di Antonio Martino / Cronache di una rimozione di Luca Giannelli

IV / Mamma solo per te la mia canzone vola di Mario Manna / Il mito dell’Occidente / Bastiancontrario di Sebastiano Caputo

V / Mia Madre novella di Federigo Tozzi / Boccioni amore di mamma di Angelo Crespi

VI-VII / Paginone poetico

VIII / Non tutte le madri sono Milf di D.B / Diario surrealedi Carlotta Maria Correra / Saluti da tua madre di Renato Rallo

IX / Magna Mater di Ascanio Modena Altieri / In Mortem Paolo Limiti di Francesco Cristiano

X / Madre coraggio senza i suoi figli di Benedetta Scotti

XI / Le avventure di Mercuzio ep. 4 racconto di Daniel Albizzati

Il Bestiario degli italiani è una rivista trimestrale di approfondimento culturale, unica nel suo genere per contenuti, formato, grafica e argomenti. Certamente, nasce in un momento difficile per le riviste cartacee, difficoltà che però è connaturata alla rivista stessa in quanto lo scopo che il Bestiario persegue è proporre un modo nuovo di interpretare la realtà, fornendo al lettore un punto di vista mai banale. Infatti ogni numero della rivista si concentra su un argomento che viene sviscerato attraverso articoli, rubriche, racconti, saggi brevi, poesie, illustrazioni d’autore e fotografie – con il contributo di grandi firme del giornalismo e della narrativa contemporanea. In un momento storico dove la lettura e la concentrazione sono messi a repentaglio, il Bestiario utilizza un formato più grande del normale lenzuolo, per una lettura muscolare, immersiva e scomoda. È un prodotto artigianale, unico, che conta centinaia di abbonati e lettori fidelizzati in tutto lo stivale.

Nel solco delle riviste del primo Novecento italiano – quali “L’Italiano” di Longanesi o “Il selvaggio” di Maccari – un punto tematico della rivista è quello di raccontare il genio dell’Italia profonda, quella popolare, contadina, anarchica, conservatrice, campanilista, medievale, rurale, anticonformista, oziosa, artigiana: indaga la provincia senza essere provinciale, racconta del paese ma senza grettezza, analizza la metropoli cercandola nei suoi paradossi e cortocircuiti. In più, il Bestiario, in linea con la grande tradizione editoriale, è l’unica rivista in Italia che da spazio a giovani autori, pubblicando sulle sue colonne i capitoli di romanzi in cerca di editore – traguardo raggiunto da un nostro autore che quest’anno vedrà la pubblicazione del suo romanzo da parte di una grande casa editrice italiana.

Bibliografia: