Il Bestiario – n°8

Cibo da fottere

5.00

997 disponibili

5.00

A partire da 60 euro di acquisto, spese di spedizione gratuite

Cibo da fottere

L’esplosione dei discorsi sul cibo intasa i canali televisivi – sono più di 70 i programmi enogastronomici visibili solo sul digitale terrestre –, i cartelloni pubblicitari, i social network – sono oltre 150 milioni i contenuti su Instagram con l’hashtag #foodporn . Il cibo è oggetto di conversazioni mondane, pubbliche e private, e si è ritagliato uno spazio consistente nel mondo dell’entertainment. È diventato un simulacro a tutti gli effetti: ripreso, fotografato, discusso, impiattato, allestito – di cui si occupano tutta una serie di nuovi chierici: medici nutrizionisti, conduttori cuochi, opinionisti e foodblogger. Cosa si cela allora dietro questo oscuro oggetto del desiderio?

In copertina: Arcimboldo bifronte di Mario Damiano

II / L’Editoriale di Lorenzo Vitelli / Di cibo e di cinema di Alessandro Fiesoli

III / La patata (lessa) non ci salverà di Luca Giannelli

IV / Cibo tradito di Guido Rossi / La grande abbuffata di immagini di Lorenzo Vitelli/Lampi di Federico Mosso

V / Santopalato Gnam! di Federico Mosso

VI-VII / Le ricette della cucina italiana stagione per stagione di Maddalena Amori Pierlorenzi

VIII / La dolce agonia della frutta morente di Angelo Crespi / Sugli animali nessuna crudeltà di Lorenzo Vitelli / L’appello del Bestiario / Il gazzettino di Strapaese: l’Abc della spesa strapaesana di Maria Scopece

IX / Animanimale racconto di Antonio Romano / Il mito dell’Occidente di Mario Damiano Il pane spezzato racconto di Andrea Chinappi

X / A noi piace laida e corrotta: intervista a Giorgione di Lorenzo Vitelli  / Dolce poesia di Mario Manna / Bastiancontrario di Sebastiano Caputo / Per una metafisica del cibo di Carlotta Maria Correra

XI / Piccoli avanzi grandi pranzi di Ascanio Modena Altieri / Il complesso del nonno di Davide Bartoccini / Erotismo gastronomico di Lorenzo Nicola Roselli / Spegnere Masterchef di Renato Rallo / Cronaca incompleta di un sushi e della pattumiera in cui finì di Francesco Cristiano

Il Bestiario degli italiani è una rivista trimestrale di approfondimento culturale, unica nel suo genere per contenuti, formato, grafica e argomenti. Certamente, nasce in un momento difficile per le riviste cartacee, difficoltà che però è connaturata alla rivista stessa in quanto lo scopo che il Bestiario persegue è proporre un modo nuovo di interpretare la realtà, fornendo al lettore un punto di vista mai banale. Infatti ogni numero della rivista si concentra su un argomento che viene sviscerato attraverso articoli, rubriche, racconti, saggi brevi, poesie, illustrazioni d’autore e fotografie – con il contributo di grandi firme del giornalismo e della narrativa contemporanea. In un momento storico dove la lettura e la concentrazione sono messi a repentaglio, il Bestiario utilizza un formato più grande del normale lenzuolo, per una lettura muscolare, immersiva e scomoda. È un prodotto artigianale, unico, che conta centinaia di abbonati e lettori fidelizzati in tutto lo stivale.

Nel solco delle riviste del primo Novecento italiano – quali “L’Italiano” di Longanesi o “Il selvaggio” di Maccari – un punto tematico della rivista è quello di raccontare il genio dell’Italia profonda, quella popolare, contadina, anarchica, conservatrice, campanilista, medievale, rurale, anticonformista, oziosa, artigiana: indaga la provincia senza essere provinciale, racconta del paese ma senza grettezza, analizza la metropoli cercandola nei suoi paradossi e cortocircuiti. In più, il Bestiario, in linea con la grande tradizione editoriale, è l’unica rivista in Italia che da spazio a giovani autori, pubblicando sulle sue colonne i capitoli di romanzi in cerca di editore – traguardo raggiunto da un nostro autore che quest’anno vedrà la pubblicazione del suo romanzo da parte di una grande casa editrice italiana.

Bibliografia: