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Il Discepolo

16.00 13.60

Disponibile dal 24 aprile

A partire da 60 euro di acquisto, spese di spedizione gratuite

«L’uomo, civilizzandosi, non ha forse aggravato la sua barbarie e raffinato la sua miseria?»

Siamo nella seconda metà dell’Ottocento, in Francia. Adrien Sixte è un celebre e stimato intellettuale, “grande negatore di Dio” e della libertà in nome della sua filosofia determinista e materialista. Viene avvicinato da un giovane studente, Robert Greslou, che si dichiara suo discepolo. Greslou però si dimostra dissoluto e senza scrupoli, si beffa delle convenzioni sociali e finisce per commettere un omicidio. Il tentativo di motivare il suo crimine attraverso la filosofia del maestro coinvolge anche Sixte nelle indagini. Bourget, con questo romanzo di formazione – un giallo dalle tinte filosofiche – non vuole solo interpellare tutta una generazione di giovani ammaliati dalle nuove dottrine positiviste che si vanno diffondendo nella Francia della Belle Époque, ma si interroga sulla possibilità di processare le idee e sulla responsabilità degli intellettuali, quei “falsi profeti” che mettono il pensiero prima degli uomini. L’autore inscena le contraddizioni di un mondo che si affaccia sulla soglia della modernità senza principi saldi, senza convinzioni, senza valori e senza fede. Un mondo asettico, meccanico, apatico, che si rivelerà spietato.

Paul Bourget (1852-1935), scrittore, poeta, critico, è uno dei maestri del romanzo psicologico otto-novecentesco. Aperto rivale del naturalismo di Zola e delle filosofie positiviste, viene inoltre tacciato di conservatorismo per le sue critiche al progresso e al determinismo. Bourget si propone di indagare “il mistero del reale” facendo salva la libertà dell’uomo di fronte all’Inconoscibile. Ostracizzato per le sue posizioni monarchiche, influenzerà i grandi nomi della letteratura francese successiva (Bernanos, Claudel) ma anche autori italiani come Gabriele D’Annunzio.