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La fine del mondo

romanzo di fantascienza futurista

15.00 11.25

974 disponibili

15.00 11.25

Disponibile dal 20 febbraio

A partire da 60 euro di acquisto, spese di spedizione gratuite

romanzo di fantascienza futurista

«Nella parte migliore della gioventù europea, si era diffuso largamente un senso di insofferenza, un bisogno di novità, una nuova sete di conquiste. La Terra era divenuta troppo stretta per gli uomini. L’umanità intera, insofferente dei vecchi legami, anelava con un animo nuovo alla conquista del cielo».

Pubblicato nel 1921, La fine del mondo è uno dei primi romanzi di fantascienza futurista, una visione avveniristica che anticipa temi cari a Bradbury, Simak, Sturgeon e soprattutto a James Blish. Volt immagina che nel 2197 l’invenzione di un materiale antigravità, la piombide, permette la costruzione di navi spaziali, le eteronavi, e l’esplorazione del Sistema Solare. La Terra è diventata invivibile per il degrado ecologico, il susseguirsi di disastri naturali, l’esaurirsi delle risorse energetiche e la sovrappopolazione. Cinquanta anni dopo, nel 2245, si costituisce la Società di Navigazione Transeterica con lo scopo di costruire una flotta di vascelli spaziali e la colonizzazione di altri pianeti, in pratica di Giove. Da questa possibilità si verifica uno scontro politico-ideologico fra i sostenitori di idee pacifiste e umanitarie e i teorici di una espansione di tipo imperiale: il protagonista Paolo Fonte, ideatore della Società, minato da un grave male, si deciderà a compiere l’azione risolutiva per il bene dell’umanità contro tutti i divieti politici del Consiglio Mondiale.

Questo romanzo è la testimonianza del clima intellettuale che si respira tra i futuristi, i primi a guardare con favore e concitazione allo sviluppo tecnologico. Insieme ai loro sogni di conquista dello spazio, però, si vedono in controluce i loro incubi e le loro angosce esistenziali.