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Libro Verde

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Di

Muammar Gheddafi

Nella Jamahiriya non si elegge nessuno. 
Non ci sono elezioni, ripeto,
non c’è rappresentanza.
Ah, che tradizionalisti siete voi occidentali!
Capite soltanto la democrazia, la repubblica,
le anticaglie! Non siete pronti per la nuova era,
l’era delle masse.

Il sogno di un visionario, secondo alcuni, la follia di un megalomane, per altri. Il Libro verde nel 2011 venne bruciato in ogni piazza libica da folle gaudenti, ma in pochi si sono interrogati su quanto è contenuto in questa guida alla rivoluzione, una sorta di vangelo della Jamahiriya libica. Pubblicato nel 1975, Gheddafi vi espone, in piena Guerra Fredda, la sua Terza via universale, un’alternativa al liberalismo occidentale e al socialismo sovietico. Ispirandosi al Libretto rosso di Mao Tse-tung, Gheddafi guarda al panarabismo di Nasser, all’organizzazione clanica delle tribù beduine, al corporativismo fascista e al liberalismo di John Locke. Con questa sintesi di oligarchia e anarchia, il Colonnello auspica una forma inclusiva di democrazia diretta che stupirà gli infaticabili difensori del primato democratico dell’Occidente.

prefazione di Michela Mercuri

pagine:120
anno:I° edizione 1975 - 2018

Muammar Gheddafi nasce nei pressi di Sirte il 7 giugno del 1942 da una modesta famiglia islamica appartenente alla tribù beduina dei Qadhadhfa. Dopo gli studi religiosi a Sirte conosce il panafricanismo di Gamal Abdel Nasser e nel 1961 si iscrive all’Accademia Militare di Bengasi dove si laurea in legge ed ottiene il grado di capitano. Il 26 agosto 1969 approfittando del viaggio in Turchia di Re Idris, tenta un colpo di Stato (noto anche come Operazione Gerusalemme), organizzato nei minimi dettagli e privo di violenza, tanto da essere denominato golpe bianco.  Nel marzo del 1977 fonda la “Grande Jamahiriya Socialista Araba del Popolo Libico”. Il Colonnello Gheddafi viene ucciso il 20 Ottobre del 2011 a seguito delle operazioni militari Nato avviate da Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti in seguito alle proteste dei cosiddetti “ribelli libici”.