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Libro Verde

13.00 11.05

Disponibile dal 28 febbraio

A partire da 60 euro di acquisto, spese di spedizione gratuite

Di

Muammar Gheddafi

Indice
Prefazione

Il sogno di un visionario, secondo alcuni, la follia di un megalomane, per altri. Il Libro verde nel 2011 venne bruciato in ogni piazza libica da folle gaudenti, nell’illusione che bastasse dare alle fiamme un simbolo per cancellare un’epoca. Ma la verità è che non possiamo capire l’intervento occidentale di destabilizzazione della Libia di Gheddafi, se non tra le righe del Libro Verde. Un progetto di emancipazione del continente africano che ha permesso alla Libia e al Medio Oriente di forzare le strategie diplomatiche delle cancellerie occidentali.

«Adesso la maggiore forza della storia militare mi attacca; il mio figlio africano, Obama, vuole uccidermi, togliere la libertà al nostro paese, prendere le nostre case gratuite, la nostra medicina gratuita, la nostra istruzione gratuita, il nostro cibo gratuito e sostituirli con il saccheggio in stile statunitense, chiamato “capitalismo”, ma tutti noi del terzo mondo sappiamo cosa significa: significa che le corporazioni governano i paesi, governano la terra, e la gente soffre, quindi non mi rimangono alternative, devo resistere». Così scriveva Gheddafi il 5 aprile del 2011, a pochi mesi dalla caduta nota al grande pubblico. Meno noto, invece, è il colpo di Stato attuato da Gheddafi e l’istituzione della Jamahiriyya libica, uno dei progetti politici più rivoluzionari del continente africano di cui il Libro Verde, pubblicato nel 1975, è la guida. Gheddafi vi espone la sua Terza via universale in alternativa al capitalismo e al comunismo. Ispirato al Libretto rosso di Mao Tse-tung, il Libro Verde guarda al panarabismo di Nasser, all’organizzazione clanica delle tribù beduine, al corporativismo fascista e al liberalismo di John Locke. In questo miscuglio di oligarchia e anarchia, Gheddafi auspica una forma inclusiva di democrazia diretta.

prefazione di Michela Mercuri

pagine:120
anno:I° edizione 1975 - 2018

Muammar Gheddafi nasce nei pressi di Sirte il 7 giugno del 1942 da una modesta famiglia islamica appartenente alla tribù beduina dei Qadhadhfa. Dopo gli studi religiosi a Sirte conosce il panafricanismo di Gamal Abdel Nasser e nel 1961 si iscrive all’Accademia Militare di Bengasi dove si laurea in legge ed ottiene il grado di capitano. Il 26 agosto 1969 approfittando del viaggio in Turchia di Re Idris, tenta un colpo di Stato (noto anche come Operazione Gerusalemme), organizzato nei minimi dettagli e privo di violenza, tanto da essere denominato golpe bianco.  Nel marzo del 1977 fonda la “Grande Jamahiriya Socialista Araba del Popolo Libico”. Il Colonnello Gheddafi viene ucciso il 20 Ottobre del 2011 a seguito delle operazioni militari Nato avviate da Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti in seguito alle proteste dei cosiddetti “ribelli libici”.