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Nuevos escolios a un texto implícito I

15.00 12.75

978 disponibili

15.00 12.75

Disponibile dal 30 ottobre

A partire da 60 euro di acquisto, spese di spedizione gratuite

Di

Nicolás Gómez Dávila

«Il pensiero reazionario irrompe nella storia come grido ammonitorio della libertà concreta, come spasmo d’angoscia di fronte al dispotismo illimitato a cui giunge chi si ubriaca della libertà astratta».

Pubblicati in originale nel 1986, quasi dieci anni dopo gli Escolios a un texto implícito, i Nuevos escolios, anch’essi composti da due tomi, in grande continuità con gli scritti precedenti toccano un’ampia varietà di temi filosofici e teologici così come questioni di letteratura, arte ed estetica, costituendo un’opera letteraria che privilegia lo stile e il tono.
Al centro della serrata critica gomezdaviliana troviamo ancora la modernità, il progresso, la Chiesa postconciliare, il mondo accademico e le derive gnostiche del pensiero. Sempre presente è l’avversione per la democrazia: «un’ingenuità se non fosse la maschera di una bestemmia». Avversione che, in questi tempi di vuote retoriche e spudorati populismi, rimane attuale: «avere ragione, secondo il democratico, significa gridare con il coro più nutrito». Ma quelle di Gómez Dávila non sono lezioni di vita, né tantomeno valutazioni morali sui comportamenti umani. I suoi aforismi si avvicinano di più al discorso artistico-poetico che non al discorso morale, a una filosofia come “estetica dell’esistenza”. Cercare l’unità del suo pensiero così come tentare di individuare una coerenza sistematica, sono sforzi inutili. L’opera gomezdaviliana, sostiene Franco Volpi, «si presenta come un recinto chiuso: non esiste passo razionale o deduzione logica che serva ad entrare. L’unica maniera di farlo è lanciarsi al suo interno. Comprendere, in questo caso, è davvero una questione di empatia».

Traduzione di Loris Pasinato
Introduzione di Alfredo Abad
Postfazione di Gloria Gasparin

pagine:150
anno:2019

Nicolás Gómez Dávila (1912-1994) crebbe con l’idea che “la cultura è tutto ciò che non può insegnare l’università”: così raccolse nella biblioteca della sua casa a Bogotà più di 30 mila volumi, formandosi da autodidatta. Nel 1954 e nel 1959 furono stampati Notas I e Textos I, due raccolte rispettivamente di aforismi e di saggi. Da entrambe emergeva già tutta l’indole del reazionario antimoderno e antiprogressista.

Bibliografia: