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Una donna alla finestra

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– A me l’amore è proibito. Sono un vagabondo.
– Ci sono delle vagabonde.
– No. Quando una donna ama, si ferma e cerca di fermarti. Se me ne andassi con una vagabonda trasporterei la mia casa con me. E una chiocciola non è un vagabondo.
– Ama la sua solitudine?
– Mi tormenta, quella puttana.
– Lei disprezza le donne.
– Ne sono privato in maniera atroce.
– Ma allora?
– Sono un vagabondo, povero.
– Povero! E che importa?
– Che importa? Tutto. – La voce del comunista ritrovava l’asprezza. – Le donne non amano la povertà, e fanno sì che gli uomini la detestino.
– Che follia!
– Parta con me, – disse Boutros.
– Lei non mi vuole.
– Lei ha paura.
– Lei vuol rimanere solo.
– La verità è che lei non ama nulla di ciò che sono. Ha orrore della povertà, della schiettezza. Non sa cosa sia la mia povertà. Vivo in una povertà totale. La povertà della nostra epoca, della nostra civiltà, io la riconosco e la vivo. Ma di questa povertà, lei non può averne idea. Non ne coglie che il lato pittoresco. Le sue occhiate non mi sono sfuggite: ho una pelle, un odore da povero.

Anni Venti. Atene è una città cosmopolita: crocevia di diplomatici, industriali e rivoluzionari. Un comunista braccato dalla polizia trova rifugio nelle stanze di Margot, una giovane donna abituata ai fasti della vita borghese. Con l’approvazione del marito, dandy e gran seduttore, Margot si persuade a scortare lo sconosciuto a Delfi, teatro cosmico dove le rovine sembrano scheletri di una civiltà sconfitta dal tempo. Attraverso questo viaggio in una Grecia moderna e mistica insieme, in bilico tra passato e presente, Drieu La Rochelle tenta di conciliare amore e rivoluzione, denaro e sangue, piacere e ascesi, donna e uomo. Il comunista, votato alla lotta più per spirito di rivolta che per fede politica, la giovane borghese scontenta del suo matrimonio e il marito, dissoluto e assente, si rivelano tre proiezioni della personalità dello scrittore, in cui si condensano sia il dramma della sua vita che le contraddizioni della modernità. Pubblicato nel 1930, Una donna alla finestra narra le impossibili geometrie di un ménage a trois che ha fatto la fortuna nel 1976 della versione cinematografica interpretata, tra gli altri, da Romi Schneider e Philippe Noiret. Con questo romanzo della maturità Drieu La Rochelle si conferma, alla pari di Dostoevskij e Lawrence, un maestro d’introspezione psicologica e un profondo interprete della sua epoca.

Traduzione e curatela di Marco Settimini

Nato nel 1893 a Parigi, città in cui morirà suicida nel 1945, Pierre Drieu La Rochelle è una delle figure artistiche più controverse della prima metà del Novecento, ai cui eventi partecipa con la più alta intensità, dalle trincee della Grande Guerra ai folli anni Venti, dal surrealismo agli estremismi politici. Soldato e dandy, è affascinato dalla figura di Lenin e dal comunismo, ma più in generale da tutti i grandi movimenti che stravolgono la storia. Scrittore prolifico, decadente e anti-moderno, Drieu finisce per collaborare con il regime di Vichy, rivelandosi però uno dei più puntuali analisti della decadenza occidentale, tema fondamentale di tutti i suoi capolavori su base autobiografica. Tra le sue opere ricordiamo Gilles (Giometti & Antonello, 2016), Racconto segreto (SE, 2005) e Fuoco Fatuo (Passigli, 2016) da cui è stato tratto l’omonimo dramma cinematografico diretto da Louis Malle nel 1963.