{"product_id":"addio-pasolini","title":"Pasolini addio","description":"\u003cp\u003eIn vita uno degli intellettuali più fotografati del Novecento, tra i più discussi dopo la morte, oggi tra i più commemorati, \u003cstrong\u003ePasolini\u003c\/strong\u003e ha attraversato generazioni e linguaggi, diventando di volta in volta simbolo dell’intellettuale eretico, del profeta inascoltato che ha saputo riconoscere per primo il «fascismo» della società dei consumi, e, finalmente, del poeta capace di incarnare la coscienza critica del Paese.\u003cstrong\u003e La sua immagine si adatta a continue evocazioni, riattualizzazioni, deformazioni\u003c\/strong\u003e – un’icona strattonata a destra e a sinistra, nella cultura alta e insieme nell’immaginario più pop che autenticamente popolare. Il culto di PPP mescola devozione, nostalgia, appropriazione simbolica ma soprattutto un grande fraintendimento, specie presso un pubblico e un’intellighenzia progressisti che non sembrano riuscire a fare i conti con il portato profondamente regressivo, per non dire reazionario, dell’opera di un intellettuale anti-abortista, contrario al divorzio e all’istruzione popolare, e che ha finito per simpatizzare con la «destra divina».\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eE allo stesso tempo di quella destra che ne fa una caricatura pretesca, predicatoria, senza tenere in considerazione tutte le contraddizioni dell’uomo e dell’intellettuale. \u003cstrong\u003eEcco che sono proprio le contraddizioni quelle passate al setaccio da Alfio Squillaci, in questo saggio corrosivo, che scioglie la patina dorata dell’idolo Pasolini, il feticcio Pasolini\u003c\/strong\u003e, la cui opera e poetica sembrano spesso essere dettate, più che da una comprensione intellettuale della realtà, da passioni e perversioni, da una sessualità così ingombrante da diventare motore e scusante di teorie involutive.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIn quest’ambito, i deprecati consumi, che per il Nostro contribuirono a rendere l’Italia un «Paese orribilmente sporco», in realtà male interpretati, gli impedirono di scorgere il loro carattere liberatorio e di sistemazione dell’esperienza individuale, fossero essi necessari come anche superflui – dalle nuove abitazioni dotate di servizi igienici non condivisi, alla stessa Alfa Romeo 2000 GT, l’auto su cui il Poeta sfrecciava tra i sobborghi romani, ai consumi culturali, per arrivare fi no a quei dischi in vinile che rallegrarono i più giovani – tutti beni che segnarono l’esplosione irripetibile di vitalità dell’Italia del Boom, disprezzata dal Corsaro e dal Luterano, che così non colse il carattere di un’epoca indimenticabile in cui il futuro ebbe per l’ultima volta ancora un avvenire.\u003c\/p\u003e","brand":"Alfio Squillaci","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":60093246275870,"sku":"GOG – Pasolini addio","price":16.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/1095\/7835\/4974\/files\/PPP.png?v=1790768023","url":"https:\/\/www.gogedizioni.it\/products\/addio-pasolini","provider":"Gog edizioni","version":"1.0","type":"link"}