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Disincantos

20.00 17.00

990 disponibili

20.00 17.00

Disponibile dal 8 maggio

A partire da 60 euro di acquisto, spese di spedizione gratuite

Di

Claudio Scorretti

Indice
Prefazione
Recensioni

«Appartengo a quella nicchia d’umanità senza paese che non prevede un itinerario e conta sui propri piedi; per scelta di vita, segue i sentieri meno battuti».

Come sarebbe se all’improvviso, invece dei soliti filtri con cui guardiamo il mondo – a partire dalla political correctness, all’educazione, la religione, i riferimenti ideologici, la morale ultra-riformata occidentale ecc. – arrivasse un insolito, scomodo, anzi sconvolgente invito a visitarlo controcorrente, come un marziano estraneo a tutte le nostre costruzioni mentali? E se, in un tale viaggio à rebours, dall’Eritrea a New York, dall’Etiopia a Istanbul, da Roma e Milano ai paesi dell’Est e alla Svizzera, si scegliesse di seguire una pista di racconto totalmente diversa, smontando una per una le nostre aspettative da comodi lettori? Che cosa potrebbero avere in comune l’ossessione del Negus Rosso, l’ex dittatore etiope, per la presunta discendenza del suo popolo dagli alieni, la contadina di uno sperduto villaggio dell’Est che mette in scena un’originale protesta in vista delle elezioni, e la penna a sfera BIC? “Marziano monotematico dalle piume di cristallo”, l’io narrante di questo libro si svela presto un dissacratore della contemporaneità, nel filone degli avanguardisti atemporali – Ezra Pound a capofila – in una scrittura del disincanto estremamente sperimentale, marcata da una continua e naturale contaminazione linguistica, da un dialogo sottile che l’autore intrattiene con il poeta dei Cantos: un duetto quasi teatrale, scandito da un ritmo febbrile tra narrazione e poesia. Lasciate ogni preconcetto, voi ch’entrate…

*Prefazione di Stenio Solinas

*In copertina illustrazione originale di Selçuk Demirel©

pagine:410
anno:2019

Claudio Scorretti nasce a Rignano Flaminio, “alle porte” di Roma nel 1950. Vive e lavora tra New York, Lugano e in Italia, a Pantelleria e La Salle (Valle d’Aosta). Dopo l’esordio da critico teatrale per un quotidiano romano all’inizio degli Anni Settanta, ha lavorato quindici anni a New York per una istituzione pubblica. Finanza e start-up, investimenti immobiliari, management e produzione culturale sono risultati i suoi interessi predominanti che, negli ultimi dieci anni, si sono concentrati sull’arte contemporanea. Nomade e viaggiatore (novantanove i paesi finora visitati, come “i bellissimi nomi di Allah”), ha girato il mondo per lavoro e per interessi personali. Oltre a New York, è vissuto a Ginevra (dodici anni), Londra, Parigi, Tokyo, Istanbul. Disincantos è stato scritto negli ultimi due anni per divertito relax, tra voli di aerei e sale d’attesa negli aeroporti e attingendo dal suo unico e monumentale romanzo: Dazze, Dazz’ol. That’s All, su cui lavora nel tempo libero ormai da quaranta anni.