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In fiamme

Violenza politica in Italia dalla belle époque alla marcia su Roma

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Violenza politica in Italia dalla belle époque alla marcia su Roma

Di

Nicola Maiale

Indice
Prefazione

Cos’è successo in Italia esattamente un secolo fa? Perché, tra gli inizi del Novecento ed il 1922, una parte dei giovani italiani individuò nella violenza lo strumento principale per rovesciare lo Stato liberale e tentare di trasformare radicalmente il nostro Paese? Una ricerca che parte dall’analisi della ribellione giovanile italiana d’inizio Novecento per finire al 28 ottobre 1922: l’ansia dell’attesa, le ideologie della crisi, i futuristi, i nazionalisti, i sindacalisti rivoluzionari, la guerra e l’assalto al cielo degli operai e dei contadini, le occupazioni delle fabbriche e delle terre, l’impresa di Fiume e D’Annunzio, lo squadrismo e gli Arditi del Popolo, le barricate di Parma e la marcia su Roma. Le idee, i protagonisti, gli strumenti di una ribellione generazionale divenuta guerra civile.

Tra la fine dell’Ottocento e il primo Novecento una nuova generazione di intellettuali profondamente inquieta, lontana dalle tradizioni e dalle aspirazioni democratiche che avevano animato gli artefici del risorgimento nazionale, diede vita ad una vera e propria rivolta generazionale contro la vecchia nomenclatura liberale e socialista, destinata a cambiare per sempre la storia italiana. In questi anni di piombo ante litteram i giovani trovarono nel nascente pensiero nazionalista, nel sindacalismo rivoluzionario e nel futurismo gli strumenti con i quali scuotere le acque di un sistema politico fondato fino ad allora sul contrasto tra il notabilato liberale e la potenza ascendente del mondo socialista. Questa inquietudine si sarebbe, forse, pacificata nell’età della maturità se non avesse incontrato, sulla propria strada, l’epico e drammatico svolgersi della prima guerra mondiale, a cui seguì una spirale di violenza – violenza divenuta ideologia palingenetica, mito escatologico, azione redentrice e salvifica per distruggere l’avversario politico e ribaltare l’ordine costituito.

pagine:226
anno:2018

Nicola Maiale nasce a Vasto (CH) nel 1979. Pescarese d’adozione, è laureato in Scienze Politiche presso l’Università “La Sapienza” di Roma. Si interessa dei fenomeni correlati alla violenza politica e alle culture conflittuali.