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Romanzo con cocaina

Dalle memorie di un malato

16.00 15.20

982 disponibili

16.00 15.20

Disponibile dal 27 agosto

A partire da 60 euro di acquisto, spese di spedizione gratuite

Dalle memorie di un malato

Di

M. Ageev

Riapro gli occhi, la stanza ritorna al suo posto, conservando il suo movimento rotatorio nella mia testa. Il collo non regge, la mia testa crolla sul petto, i miei piedi sono sul soffitto della stanza. «Che hanno fatto, che mi hanno fatto», sussurro io, e dopo sto in silenzio senza motivo, e dico ancora: «ecco, sono caduto nell’abisso».

Parigi, 1934. Nella redazione della rivista «Čisla» arriva un plico contenente un manoscritto. Romanzo con cocaina è il titolo. L’autore si firma M. Ageev, senza aggiungere altro. Ecco la genesi misteriosa di questo capolavoro venuto dal nulla, pubblicato prima a puntate dalla rivista a cui fu destinato e poi in versione integrale dall’editore francese Belfond nel 1983, senza particolare clamore. Stando a quanto riportato dalla curatrice della versione francese, Lydia Chweitzer, Ageev era ebreo e aveva lasciato la Russia dopo la rivoluzione d’Ottobre. Molti lettori, poi smentiti dal celebre scrittore, attribuirono l’opera ad un giovane Nabokov sotto pseudonimo. Ma la realtà è che non abbiamo alcuna informazione certa su M. Ageev, e il suo Romanzo con cocaina rimane uno dei più grandi e allo stesso tempo misconosciuti enigmi della letteratura contemporanea. Il pellegrinaggio esistenziale del giovane protagonista Vadim, votato all’autodistruzione a causa di una morbosa sensibilità, capace di pensare il bene ma di attuare solo il male, è un viaggio senza possibilità di redenzione. Figlio ingrato, pessimo amico, abietto e goffo seduttore, cocainomane allucinato, Vadim è alla ricerca del suo introvabile paradiso artificiale, e questa ricerca, sin dalle prime pagine, prende le sembianze di una caduta. Una Mosca innevata, poco prima della Rivoluzione, fa da sfondo suggestivo alla storia.
Vero e proprio libro-culto, romanzo di “dissoluzione” più che di formazione, quello lasciatoci da Ageev è, come dirà lo stesso Belfond, «un incubo messo in scena da un genio».

pagine:221
anno:1934 - 2020